Napolitano, paziente del malato "IDI" - Notizie.it

Napolitano, paziente del malato “IDI”

Roma

Napolitano, paziente del malato “IDI”

Della serie anche i ricchi piangono: il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per chi avesse dubbi, è un essere umano in carne ed oss ed in quanto tale si ammala come i comuni mortali e addirittura necessita di cure, proprio come tutti gli uomini.

Per ironia della sorte tuttavia ha dovuto ricorrere alle cure dell’Idi, “malato terminale” della sanità italiana e, forza di causa maggiore o forse per dovere di ospitalità, ha dovuto cedere all’insistenza dei lavoratori , cui ha espresso la sua solidarietà.

A dire il vero i lavoratori non hanno bisogno nè di solidarietà, nè di sterili parole, dal momento che, a causa di un buco da 600 milioni ,1500 lavoratori non percepiscono lo stipendio da quattro mesi. Questi uomini hanno bisogno solo di fatti concreti, che facciano soprattutto luce sugli intrallazzi della congrega religiosa ricca e sfrontata che ha portato sul lastrico uno delle “eccellenze” italiane, con la complicità di una cricca senza scrupoli composta da frati,manager, ex spie del Sismi e consuleti di malaffare.

Ripercorriamo per dovere di cronaca la triste vicenda dell’Istituto dermopatico: verso la fine del 2011 la situazione dell’ospedale prende una strana piega; inizialmente vengono ritardati alcuni pagamenti , poi la situazione precipita e si prospetta un orizzonte cupo.

La cosa desta stupore, anche perchè la struttura, convenzionata con il sistema sanitario nazionale, ma di fatto gestita da frati espertissimi nel settore medico, da sempre rappresenta il fiore all’occhiello del settore dermatologico italiano.

Ma il vero schok è la scoperta di certi altarini: la congrega in realtà mandava i suoi emissari in Congo per trattare petrolio, affidandosi a delle ex spie del Sismi.

Scavando nei segreti dei frati si è scoperto altresì che il patron storico dell’Idi padre Franco Decaminada, ha acquistato casali di ingente valore in Maremma e che sono state effettuate spese folli per cose assolutamente futili con i soldi sottratti dai fondi pubblici, ( proprio come succedeva con il San Raffaele di Don Verzè).

In tutto ciò si sono alternati ben quattro direttori generali i quali tuttavia non sono mai risuciti a venire a capo di nulla, anche perchè i bilanci sono tutelati da norme che garantiscono anonimato d’azione alle congregazione sebbene siano convenzionate con il sistema sanitario nazionale.

Le conseguenze della mala o meglio della ” malavitosa” gestione sono quelle descritte qualche riga su: ovvero 1500 lavoratori senza stipendio che lottano per il posto di lavoro e da settimane presidiano la struttura , protestando dai tetti ed iniziando lo sciopero della fame.

Chi sperava nell’azione del prefetto di Roma, il quale qualche settimana fa aveva sollecitato l’Asl Roma E a sadare il debito, è stato deluso dall’intervento del ministro speciale Bondi, “il mago della spending review”, il quale ha asserito che prima di provvedere al saldo vuole “vederci chiaro”. Chiaro in che senso? Ha forse dubbi sulla veridicità di tale debito? crede che i lavoratori stiano difendendo diritti alieni? O la spending review è lecita in quanto taglia come sempre le deboli risorse di chi non ha nulla?

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