Nasce la scuola Juventus, con uno sguardo all’università

Torino

Nasce la scuola Juventus, con uno sguardo all’università

La Juventus è stata l’antesignana degli stadi di proprietà in Italia. Ora s’è ripetuta aprendo la scuola dedicata ai ragazzi del Settore Giovanile bianconero. Anche in questo campo è la prima società di calcio a lanciare un’iniziativa del genere. Lo scopo? Aiutare ed accompagnare i ragazzi del settore giovanile (dai Giovanissimi Nazionali di 14 anni di età fino alla Primavera) durante il loro percorso educativo. “Abbiamo constatato difficoltà nel conciliare l’attività sportiva con il regolare ed efficace apprendimento scolastico”, ha spiegato questa mattina allo Juventus Center di Vinovo l’amministratore delegato bianconero Giuseppe Marotta. “Nelle giovanili abbiamo 300 ragazzi che le famiglie ci hanno affidato e verso di loro abbiamo una responsabilità che va oltre il campo ed arriva fino alla sfera umana e personale. Frequentando regolarmente gli studi, i ragazzi potranno così avere una carta in più a disposizione nel mondo del lavoro. La Juve ha preso esempio da altri paesi europei, come Francia, Inghilterra, Spagna e Stati Uniti dove si conciliano sport e scuola, entrambi di eccellenza.

L’obiettivo? Creare un domani una università a marchio Juventus, come succede negli Stati Uniti”. Il primo ciclo di studi composto da tre anni (dalla prima alla terza superiore per poi proseguire con la quarta e la quinta) partirà il prossimo anno scolastico, in collaborazione con la Fondazione Agnelli e l’Istituto Edoardo Agnelli, che curerà la didattica e che porterà gli studenti-calciatori a conseguire il diploma di scuola secondaria di secondo grado. La sede delle lezioni sarà l’interno del centro sportivo di Vinovo: 30 ore di didattica più 9 di allenamento settimanali per il triennio, 36 (27+9) per il biennio. Entusiasta anche Don Alberto Zanini, direttore dell’Istituto Agnelli: “I giovani che dedicano molto tempo allo sport non chiedono alla scuola altre ore di educazione fisica, ma una scuola che eserciti la mente a pensare. Il progetto ci è piaciuto per l’aspetto formativo e perchè colma un gap con altri paesi europei.

Assicura infatti un’istruzione di qualità ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo dello sport professionale”.

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