Nasi artificiali per verificare qualità cibo e rivelare malattie COMMENTA  

Nasi artificiali per verificare qualità cibo e rivelare malattie COMMENTA  

Ecco i rivoluzionari nasi artificiali e i benefici che ne potremo trarre in materia di salute e qualità del cibo.

Sono già in commercio da tempo i nasi artificiali capaci di testare la qualità del cibo mediante il semplice odore oppure testare la salute di un soggetto e prevenire il possibile sorgere di influenze o altre patologie del respiro. Se n’è discusso approfonditamente in un convegno svoltosi al Politecnico di Torino, dove sono stati presentati i ‘nasi artificiali’ che in futuro si evolveranno tecnologicamente. Infatti questi strumenti di test artificiali si sono sviluppati e perfezionati negli anni.


E nei prossimi anni è previsto che questa tecnologia farà altri passi in avanti diventando dei veri e propri e-nose personali da usare per scopi individuali e rivoluzionare il nostro modo stesso di respirare. Negli anni a venire si testeranno nuovi materiali che consentiranno l’evolzione dei nasi artificiali industriali. Si potranno ottenere informazioni molto sofisticate fra le quali anche valutare la qualità del cibo senza necessità di doverlo tastare con il gusto.


I materiali che oggi vengono utilizzati per i nasi artificiali sono dei semiconduttori e dei polimeri conduttivi. I nuovi materiali che comporranno questo tipo di smartphone dell’olfatto saranno completamente nuovi e costituiranno un elemento chiave per la realizzazione di e-nose futuristici, sempre più economici (e quindi anche alla portata di tutte le tasche) e potenzialmente inossidabili e quindi restistenti alle usure del tempo.


Il merito di queste sperimentazioni va riconosciuto al Politecnico di Torino, che in collaborazione con l’Almadem Ibm Research Center ha sviluppato nuovi materiali polimerici che hanno la qualità perfino di essere stampabili come una luce UV oltre che di essere a basso costo di produzione e di grande flessibilità.

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Ad illustrare i nuovi ‘nasi artificiali’ è stato il professor Marco Sangermano che ha tenuto proprio una lezione sullo ‘sviluppo di sensori polimerici di gas verso la costruzione di un naso elettronico’.

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