Natale di Metamorfosi: inaugura 17 dicembre la mostra BLOOMS OF DAPHNE COMMENTA  

Natale di Metamorfosi: inaugura 17 dicembre la mostra BLOOMS OF DAPHNE COMMENTA  


Group show a cura di Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito

INAUGURAZIONE: 17 dicembre 2011 ore 19.00
ARTISTI IN MOSTRA: Nicola Alessandrini, Alessio Bogani, Arrington De Dionyso, FIDIA Falaschetti, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, Luigi Massari, Pierpaolo Miccolis, Nunzio Paci, Riot Queer, Thomas Raimondi, Elena Rapa, Marco Rea, Denis Riva, Teresa Romano, Patrizia Emma Scialpi, Fernanda Veron, YoIrene (Studio Arturo), Red Zdreus
SEDE: Fabrica Fluxus Art Gallery – via Marcello Celentano 39, 70121 Bari
PERIODO: dal 17 dicembre 2011 al 14 gennaio 2012
ORARI: lunedì 17.30/20.30; dal martedì al sabato dalle 11.30 alle 13.30 e dalle 17.30 alle 20.30. domenica chiuso.

INFORMAZIONI: +39 080.5236319 – fabricafluxus@gmail.com – www.fabricafluxus.com

Diciannove artisti, diciannove sguardi diversi sulle forme di una contemporaneità in perenne trasformazione. Chiude l’anno con una grande collettiva dedicata alle mille possibilità creative della metamorfosi la Fabrica Fluxus Art Gallery di Bari (via Marcello Celentano 39, www.fabricafluxus.com), che inaugura sabato 17 dicembre alle ore 19.00: la mostra “Blooms of Daphne”, a cura di Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito, propone al pubblico fino al 14 gennaio un percorso ammaliante e vertiginoso attraverso le opere di Nicola Alessandrini, Alessio Bogani, Arrington De Dionyso, FIDIA Falaschetti, Ferencz Kilian, Lucamaleonte, Luigi Massari, Pierpaolo Miccolis, Nunzio Paci, Riot Queer, Thomas Raimondi, Elena Rapa, Marco Rea, Denis Riva, Teresa Romano, Patrizia Emma Scialpi, Fernanda Veron, YoIrene (Studio Arturo), Red Zdreus.


Per rendere omaggio al solstizio d’inverno, momento simbolico del passaggio di stato di una natura che si risveglia e muta, seguendo il ritmo naturale delle giornate che cominciano ad allungarsi, i curatori Francesco Paolo Del Re e Roberta Fiorito fanno sbocciare sulle pareti della galleria Fabrica Fluxus di Bari i visionari boccioli che, a distanza di millenni e attraverso le culture, ingemmano i rami dell’alloro di Dafne, la fanciulla che nell’antico mito greco si tramutò in albero per sfuggire agli assalti appassionati del dio Apollo, divenendo la madre di tutte le metamorfosi.

I diciannove ‘figli di Dafne’ della mostra barese raccontano le possibili metamorfosi del nuovo millennio. “In risposta alle criticità della vita contemporanea – scrive Francesco Paolo Del Re – il divenire dell’umanità sviluppa particolari forme di adattamento, possibilità di superare con la fantasia e il sogno difficoltà e ostacoli dell’esistente. Come reagire? Non è più tempo di rivoluzioni. Ad articolate strategie di cambiamento a lungo termine e a progetti rivoluzionari che hanno storicamente mostrato il fallimento della loro utopia, si oppongono metamorfosi tattiche, espedienti di felicità provvisoria, insubordinazioni alla fissità di una forma data. Modi di liberazione di un potenziale di consumo della forma. Sbocciano forme inedite, insurrezionali, spregiudicate, inebrianti di metamorfosi, interventi tattici di resistenza contro l’oppressione del reale”.

L'articolo prosegue subito dopo

Cercando di interpretare la liquidità di un sentire, il progetto espositivo descrive, attraverso i linguaggi del disegno, dell’illustrazione, della pittura, dell’incisione, della scultura, della fotografia e del collage, atti ed effetti delle mutazioni contemporanee, per ipotizzare traiettorie per interventi tattici di metamorfosi. Nell’accostamento dei due termini metamorfosi e tattica, l’uno proveniente dalla sfera letteraria e immaginativa e l’altro dal lessico militare, trova spazio la possibilità di cogliere un fruscio dell’aria, un sentimento di stupore aleggiante tra le fronde del bosco dell’oggi.
“Da Ovidio agli avatar della comunicazione digitale – prosegue Del Re – il gioco della trasformazione si fa complesso e i passaggi di stato fanno riverberare gli echi di un sentimento di meraviglia. Le divisioni tra i regni della natura crollano, la diversità delle culture collide, l’osmosi accelera e forza genealogie e percorsi evolutivi, alla ricerca di salti esperienziali capaci di trasformare la realtà in sogno, il dolore in euforia, il dogma in fiction. E l’uomo, quell’arcaico e futuribile vettore di meraviglia che cammina su due zampe e crede di poter inventare un ordine nel caos e nell’imponderabile, scopre affinità, contagi, traslazioni, geminazioni, ambivalenze, polisemie di desiderio. Diventando altro, mutando forma e affidandosi alle possibilità di un incessante morphing identitario”.

Non è tutto. Nella seconda sala di Fabrica Fluxus si snoda, infatti, un secondo percorso espositivo, che propone al pubblico le opere di alcuni degli artisti più amati : Karin Andersen, Mariantonietta Bagliato, Ciou, Alessia Cocca, Claudia Giannuli, Ester Grossi, Jennybird Alcantara, Lisa Mei, Ling Fong, Lostfish, Bethany Marchman, Dario Molinaro, Michael Rotondi, Paola Sala e Marco Testini.

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*