Naufragio Costa, la scatola nera incastra Schettino: « Amm'à fà l'inchino al Giglio» - Notizie.it

Naufragio Costa, la scatola nera incastra Schettino: « Amm’à fà l’inchino al Giglio»

Cronaca

Naufragio Costa, la scatola nera incastra Schettino: « Amm’à fà l’inchino al Giglio»

Francesco Schettino ed i suoi sapevano. Sapevano, fin dalla partenza di Civitavecchia, di dover fare all’Isola del Giglio l’inchino, la manovra di avvicinamento che ha causato il naufragio della Costa Concordia, avvenuto il 13 gennaio scorso e che ha causato la morte di 32 persone.

È ciò che emerge dalle registrazioni della scatola nera di cui in questi giorni è in corso l’incidente probatorio. La Stampa ha fornito i primi spezzoni della perizia, i quali permettono di ricostruire in parte la vicenda. Già alle 18.27, poco dopo aver salpato, Schettino avvisò la plancia, «Amm’à fà l’inchino al Giglio», e dopo l’impatto della Costa contro gli scogli, si accorse immediatamente della gravità della situazione, «Madonna ch’aggio combinato». Erano le 21.45, undici minuti dopo, alle 21.56, il capitano telefonò al manager per le emergenze di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, dicendo: «Roberto ho fatto un casino! Sono passato sotto al Giglio.

È stato il comandante Palombo… Mi ha detto: “Passa sotto, passa sotto”». Tuttavia, l’allarme non viene lanciato, ma vengono avvertiti i passeggeri di un black out elettrico, la stessa falsa versione fornita alla Capitaneria di Porto di Civitavecchia. Segue una mezz’ora di confusione, con la sala macchine che fornisce informazioni frammentate sullo stato dell’allagamento. Schettino non sa cosa fare e alla fine è l’ufficiale di coperta Martino Pellegrini a dare l’ordine di abbandonare la nave.

Alle 23.08, Schettino telefonò alla moglie Fabiola. Sa che la sua carriera è finita, ma crede ancora di riuscire a risolvere la situazione: «Fabì, ho finito la mia carriera di comandante. Abbiamo urtato su un basso fondale, la nave si è inclinata ma sto facendo una bella manovra… è tutto sotto controllo».

Infine, alle 23.11, il capitano contatta per l’ultima volta Ferrarini per chiedergli come comportarsi con la stampa: «Cosa dico alla stampa? No, no alla stampa… alla Capitaneria ho detto del black out…

la verità»

Costa Crociere conferma la sua versione, per la quale i vertici della compagnia erano all’oscuro della rotta decisa dal comandante Schettino. In una nota diffusa a Genova, la Costa informa che «come emerge chiaramente dalle perizie eseguite sulla scatola nera, è priva di qualsiasi fondamento l’ipotesi che la Compagnia fosse a conoscenza della rotta seguita dal comandante Schettino. Quanto riportato dai media è quindi, oltre che errato, lesivo per l’immagine dell’azienda con la potenziale conseguenza di provocare danni economici molto rilevanti».

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