Nazionale: convocazione-premio per Simone Farina

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Nazionale: convocazione-premio per Simone Farina

Che il nuovo ciclo della Nazionale italiana prestasse particolare attenzione ai valori morali ed ai comportamenti extra campo dei giocatori lo si era capito subito: d’altronde il profilo umano di Cesare Prandelli, uno di quelli impegnato nel sociale senza sbandierarlo, è noto da anni. Così a partire dal codice etico cui devono attenersi tutti gli azzurrabili il nuovo corso dell’Italia è qualcosa di più di una semplice operazione simpatia, mirando piuttosto a staccare dal calciatore italiano l’etichetta, forse un po’ superficiale, del milionario ignaro di ciò che lo circonda. Per far parte del ciclo azzurro servono correttezza, disciplina e lealtà. Ma detto questo il ct si è superato: è stata infatti ufficializzata dallo stesso Prandelli la decisione di includere nella lista dei convocati per il primo impegno dell’Italia nel 2012, l’amichevole di febbraio probabilmente a Salerno contro gli Stati Uniti, anche Simone Farina. Carneade, chi era costui? Si staranno chiedendo i più disattenti rispetto alla cronaca di questi giorni. L’ultimo giovane talento del calcio italiano?

Non esattamente, bensì il 29enne terzino del Gubbio balzato agli onori delle cronache ad inizio settimana per aver rifiutato di partecipare alla combine propostagli dall’ex compagno nelle giovanili della Roma Alessandro Zamperini per la partita di Coppa Italia Cesena-Gubbio dello scorso 30 novembre. Farina sarà aggregato al gruppo e, chissà, potrebbe pure giocare uno scampolo di gara nella speranza che, per quella data, lo scandalo non sia ulteriormente deflagrato. Una decisione ovviamente simbolica quella di Prandelli, volta a dare valore ad un gesto in fondo normale, come sottolineato dal ds degli umbri Giammarioli, ma che merita di essere lodato in una società in cui la regola è diventata infrangere le leggi e l’eccezione osservarle. “Simone non è un eroe ma solo un bravo ragazzo: il calcio non è composto solo da criminali” fanno sapere da Gubbio anche per togliere la luce dei riflettori da un ragazzo schivo e sicuramente imbarazzato, oltre che impaurito da possibili ritorsioni (così va il mondo, del calcio e no).

Farina ha dimostrato grande coraggio ed una forza interiore straordinaria ma ora non dobbiamo lasciarlo solo” ha detto Prandelli, cui ha fatto eco il capitano azzurro Buffon che ha però preferito rimanere a metà strada tra elogi e normalità. “Quella del ct è stata un’ottima idea che valorizza un gesto raro ma che dovrebbe essere normale, come ha giustamente sottolineato il Gubbio” ha dichiarato il portiere. Tutto vero ma al momento è inutile sforzarsi di far passare messaggi poco realistici: l’ammissione di Farina purtroppo non è la norma. In un mondo in cui i giocatori faticano a negare la correttezza di un calcio di rigore o addirittura di un rigore assegnato questo è un enorme passo avanti anche perché compiuto da chi, con quei soldi sporchi, avrebbe cambiato vita.

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