Niccolò, il raccattapalle che rifiuta magliette e telecamere

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Niccolò, il raccattapalle che rifiuta magliette e telecamere

Non bastava Filippo l’interista con tutto il deprimente battage pubblicitario che l’ha accompagnato, il calcio c’ha preso gusto e continua a trasformare dei bambini in autentiche star. L’ultimo caso è quello dell’ormai famoso raccattapalle del Chievo. Ma Niccolò, questo il suo nome, tifa davvero per il Milan o è stata tutta una “montatura” per smontare un caso che stava diventando sempre più curioso? La domanda è lecita vista la goffa e sostanzialmente non petita giustificazione del Chievo al “grande rifiuto” della maglietta di Muntari da parte di un raccattapalle che l’ha inizialmente rifiutata prima di accettarla sotto paradossale insistenza del centrocampista ghanese.

L’immagine ha ormai fatto il giro di giornali e siti ma quando tutti sembravano essersi convinti della prima e più ovvia interpretazione, ovvero del fatto che semplicemente il giovanissimo delle scuole calcio del Chievo non fosse interessato al “cimelio” in quanto forse tifoso di qualche altra squadra, ecco che la società gialloblù si mobilita con tanto di comunicato ufficiale che descrive un’altra verità.

Quale? Quella secondo cui Niccolò avrebbe rifiutato con dispiacere la maglia solo per adeguarsi ad una regola interna della società clivense che da inizio stagione ha vietato ai propri raccattapalle di fare domanda di maglie a fine partita tanto ai giocatori avversari che a quelli del Chievo. Motivo? “Non disturbare i calciatori già alle prese con la tensione post-gara“. Avete letto bene, come se consegnare una maglietta ad un ragazzino a gara finita possa essere considerato un sacrificio immane tale da urtare la sensibilità di campioni milionari.

Niccolò – prosegue la nota del Chievo – avrebbe accettato immediatamente la maglia di Muntari per mostrarla agli amici come un vero e proprio trofeo, ma si è attenuto alle indicazioni del suo capogruppo“. E non è finita qui perché le cronache riferiscono che il bambino sia rimasto molto deluso per la cattiva interpretazione del gesto, al punto da rifiutare interviste e riprese televisive. Il paradosso è completo.

Perché il Chievo si è sentito in dovere di specificare tutto questo? Se anche Niccolò non fosse stato milanista dove sarebbe stato lo spregio? Ma soprattutto perchè Muntari ha dato la maglia al bimbo se prima non c’è stata una vera richiesta? Ma peggio di tutto è la volontà di fare del piccolo una star televisiva che rifiuta le interviste. Piccoli Filippo crescono…

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