Niente sentenza: il Giudice di Treviso non corre rischi COMMENTA  

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Arriva dal Tribunale di Treviso la storia del giudice penale Cristian Vettoruzzo, che decide di non emettere una sentenza di condanna perché potrebbe essere sbagliata e l’attuale normativa prevede che, in caso di errore, al magistrato colpevole possano applicarsi trattenute in busta paga, fino ad un valore pari a un terzo del totale.


“Dal dibattimento erano emersi solo elementi indiziari e la valutazione di questi è particolarmente difficile e rischiosa in ordine alla correttezza dell’esito del giudizio”, la spiegazione fornita da Vettoruzzo, il quale ha poi messo nero su bianco, all’interno dell’ordinanza con cui ha rimandato l’esito del ‘suo’ processo alla Corte Costituzionale, che la nuova normativa sulla responsabilità civile dei magistrati implica l’impossibilità, per il giudice, di lavorare con la necessaria serenità, perché “se sa che la sua attività di valutazione potrà comportargli una responsabilità civile per danni, egli sarà portato, quale essere umano, ad assumere la decisione meno rischiosa che nel processo penale è quasi sempre identificabile nell’assoluzione dell’imputato”.

La posizione del giudice trevigiano è chiara: “qui si manifestano i riflessi negativi e costituzionalmente illegittimi della responsabilità civile dei magistrati”.

Vedremo, a questo punto, quale sarà la risposta della Corte Costituzionale.

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