Nigeria, assalto in una chiesa cristiana: uccise venti persone. Probabile il coinvolgimento di Boko Haram

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Nigeria, assalto in una chiesa cristiana: uccise venti persone. Probabile il coinvolgimento di Boko Haram

Ancora un attacco ai cristiani in Nigeria, ancora un assalto in una chiesa, ancora lo spettro del terrorismo islamici. Ad Otite, città nello stato centrale di Kogi, un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione ieri nella Deeper Life Bible Church, dove i fedeli si erano riuniti per la lettura della Bibbia che viene fatta il lunedì. Il raid, che è durato una ventina di minuti, è stato pianificato e condotto con una strategia militare: il commando armato, composto da dieci persone, ha prima tolto l’illuminazione della chiesa, lasciando i fedeli al buio, e poi ha fatto irruzione nell’edificio, sparando contro i presenti. Mentre avveniva la mattanza, parte del manipolo presidiava l’uscita barricando la porta e impedendo alle vittime la fuga. Nell’assalto hanno perso la vita almeno una ventina di persone, fra cui il sacerdote della chiesa, mentre i diversi feriti sono stati trasportati in vari ospedali, rendendo ancora più difficile il bilancio delle vittime.

Sebbene il massacro non sia stato ancora rivendicato, tutto lascerebbe condurre al gruppo terroristico islamico Boko Haram, attivo nella capitale e nel nord della Nigeria, che ha come obbiettivo l’islamizzazione del paese.

Il capo di questi estremisti, Abubakar Shekau, si è spinto addirittura ad imporre al capo dello Stato, Goodluck Jonathan un aut-aut: convertirsi dal Cristianesimo all’Islam o dimettersi dalla carica. Jonathan, che è il primo presidente cattolico della Nigeria, ha seccamente condannato la richiesta di Boko Haram e il conflitto tra terroristi e governo potrebbe diventare ancora più sanguinoso, con i cristiani a pagarne il prezzo più alto.

A proposito della situazione dei cristiani in Nigeria, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, e l’omologo greco, Dimitris Avramopoulos, hanno invocato «strategie perseguite a livello europeo» per difendere le minoranze religiose in pericolo e per far cessare «la terribile piaga» delle violenze anticristiane non solo in Nigeria, ma anche nella Siria dilaniata dalla guerra civile.

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