Niscemi batte il Muos: almeno per adesso COMMENTA  

Niscemi batte il Muos: almeno per adesso COMMENTA  

A Niscemi finalmente la voce di 50 mila cittadini è riuscita a fermare il progetto devastante, made in Usa e ampiamente condiviso dalla “politica marcia ,che prevede l’istallazione del Muos ,un impianto satellitare della Marina Militare americana , a pochi km dal centro della città.


Il 4 febbraio infatti la giunta regionale, presieduta da Rosario Crocetta, ha chiesto all’assessore al Territorio Mariella Lo Bello diavviare la revoca delle autorizzazioni”.


Ricostruiamo i fatti:

Nel 2011 il presidente della regione Raffaele Lombardo, spinto da forze governative italiane e americane ( dietro la promessa di posti di lavoro), aveva autorizzato la Marina a realizzare i lavori di costruzione dell’impianto, ma a seguito di indagini e analisi cliniche sui danni alla salute, lo scorso 11 gennaio era arrivato il primo stop alle concessioni. In quell’occasione centinaia di persone e attivisti avevano bloccato l’ingresso delle camionette militari e delle gru che trasportavano le antenne ai cantieri e da quel momento l’attenzione dei media e i presidi non si sono mai arrestati.


Neanche a dirlo gli interessi speculativi e diplomatici hanno innescato una reazione a catena, tali da fermare il blocco dei cantieri con l’ausilio della polizia “militaresca e militarizzata” pronta a manganellare opportunamente i “pericolosi dissidenti”, rei di anteporre la salute degli abitanti nisseni ai cinici interessi finanziari .

Le proteste sono arrivate fino al Parlamento, dove 15 deputati M5s , astenendosi dal voto, hanno impedito che l’iter per l’approvazione del Dpef approdasse attraverso il raggiungimento del numero legale.

In passato, per corroborare la teoria dell’utilità del Muos, erano state eseguite indagini relative agli effetti sulla salute che avevano comprovato la quasi totale assenza di rischi; in realtà tali esami erano stati condotti in via parziale e senza attivare tutti i reattori, cosa che accadrà effettivamente quando l’impianto funzionerà a pieno regime.

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Precisiamo che a innescare la bomba era stata la decisione dell’Arpa che, come ammesso dalla stessa agenzia, sebbene in assenza di documentazioni rigorose, aveva deciso di dare il via ai lavori. Nonostante tutto e nonostante appunto le scarse informazioni sull’impatto ambientale e sulla salute, alcuni personaggi avevano difeso strenuamente il lavoro della Commissione. Fra questi, per fare nomi e cognomi, la docente di Ingegneria dell’Università di Palermo, Patrizia Livreri e il Professore Luigi Zanforlin, ingaggiati dalla Urs di Milano.

Per chi non lo sapesse, Livreri è esperta di onde elettromagnetiche e consulente fino a qualche tempo fa di Finmeccanica. La Professoressa ha puntualizzato di essere “ sotto giuramento tecnico e di non poter rivelare informazioni e che se le commissioni vogliono i dati devono fare una richiesta ufficiale”

Dopo l’altalena di disinformazione e il gioco dello scarica barile tuttavia ieri è arrivato il verdetto della Commissione Sanità e Ambiente dell’Ars, che ribalta totalmente la teoria deliberatamente semplicistica che ci avevano fornito gli squali della politica speculativa.

 Il professor Angelo Levis, docente all’università di Padova  e grande esperto degli effetti che le onde elettromagnetiche provocano sull’organismo ha declamato :“E’ ormai acclarato che nei luoghi dove si sono istallati sistemi radar è aumentata l’incidenza dei tumori, leucemie e malformazioni varie; crescono anche i casi di autismo. Per cui vi dico di stare molto attenti”.

Il professore ha altresì elencato una serie di sentenze del tribunale e della Cassazione(  in passato si era pronunciata sulla stessa materia) e sottolineato che, nel caso del Muos, oltre a trovarci al “limite del rispetto della legislatura vigente” in alcuni casi, i giudici hanno dichiarato che i limiti imposti dalla legge possono essere non presi inconsiderazione, se i tecnici dimostrano che anche le emissioni più basse possono essere nocive.

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