Nitrati, Confagricoltura chiede risposte chiare sulle modifiche alla normativa

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Nitrati, Confagricoltura chiede risposte chiare sulle modifiche alla normativa

“Le novità introdotte alla normativa nitrati dai commi 7 ter e 7 quater dell’articolo 36 della legge 17 dicembre 2012, n. 221 (conversione in legge del di n. 179/12) Decreto Sviluppo bis, sebbene vadano nella direzione più volta auspicata da Confagricoltura di rendere maggiormente attuabile la normativa, se non accompagnate da precise istruzioni da parte delle amministrazioni centrali e territoriali, rischiano di creare disorientamento ed incertezza”. Comincia con queste parole la lettera che Confagricoltura ha trasmesso al ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Corrado Clini, e al Ministro delle Politiche Agricole, Mario Catania, con la quale si chiede di far chiarezza sul delicato argomento dei nitrati zootecnici.
“Con l’obiettivo di fornire risposte puntuali alle esigenze delle imprese zootecniche – sottolinea Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo – che stanno riscontrando notevoli difficoltà ad applicare i numerosi adempimenti previsti dalla normativa sui nitrati di origine agricola, chiediamo al Governo di individuare in tempi rapidi un percorso coerente a livello legislativo e amministrativo che possa da una parte venire incontro alle pressanti richieste degli imprenditori agricoli e dall’altra evitare inutili e dannosi contenziosi con l’Unione Europea”.
La sopracitata legge, infatti, se da una parte concede alle Regioni 90 giorni per rivedere la delimitazione delle zone vulnerabili da nitrati di origine agricola (comma 7 ter), anche sulla base dei criteri contenuti nell’Accordo Stato Regioni del 5 maggio 2011, dall’altra stabilisce (comma 7 quater) che nell’attuazione di tale disposizione, e comunque non oltre il 18 dicembre 2013, nelle zone vulnerabili da nitrati si applicano le disposizioni previste per le zone non vulnerabili.

In pratica in attesa delle decisioni delle Regioni, vengono ad essere sospese tutte le disposizioni relative alle aree vulnerabili previste dal DM 7 aprile 2006 e dai relativi Programmi di azione regionali. Tale situazione ha causato notevole disorientamento, anche a livello regionale, visto il rischio che la Commissione Europea prenda provvedimenti non solo contro l’Italia ma, in una fase successiva, sanzioni gli agricoltori per il mancato rispetto della legislazione europea.
Nel frattempo la Regione Piemonte, insieme alle amministrazioni regionali di Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto, ha comunicato al Governo l’intenzione di non applicare i nuovi limiti sui nitrati previsti dal Decreto Sviluppo fino a quando non sarà stata chiarita la compatibilità della norma con il diritto comunitario e sollecitano il completamento degli studi propedeutici alla richiesta di riperimetrazione delle zone vulnerabili.

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