No all’obbligo del risarcimento “in forma specifica”: penalizza i cittadini e le imprese di carrozzeria

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No all’obbligo del risarcimento “in forma specifica”: penalizza i cittadini e le imprese di carrozzeria

carrozzeriaartigiani«Sono a rischio la libertà di scelta dei cittadini e la sopravvivenza di 17.000 imprese di carrozzeria».
È l’allarme lanciato dai carrozzieri di tutte le Associazioni artigiane di rappresentanza in merito a due ipotesi di provvedimenti all’esame del Governo e del Parlamento e riguardanti la riforma della disciplina Rc Auto.
Il primo riguarda il pacchetto di norme nel settore assicurativo, sul quale sta lavorando il Sottosegretario allo Sviluppo economico, Sen. Simona Vicari. Il secondo si riferisce ad una risoluzione, primo firmatario l’On. Yoram Gutgeld, in discussione presso la Commissione Finanze della Camera.

In entrambi, si renderebbe di fatto obbligatorio il risarcimento “in forma specifica”, vale a dire far riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine di carrozzeria convenzionate con l’assicurazione.

«In tal modo – spiega Gianfranco Canavesio, presidente provinciale e regionale dei carrozzieri di Confartigianato – oltre a ledere la libertà di scelta dei consumatori, si metterebbero in ginocchio 2/3 delle imprese di carrozzeria indipendenti che non operano in convenzione con le compagnie di assicurazione».

La posizione è stata ribadita dai rappresentanti dei Carrozzieri delle Confederazioni artigiane nel corso di una recente Audizione presso la 6° Commissione Finanze della Camera.
Le Associazioni hanno chiesto l’eliminazione dell’obbligo del risarcimento in forma specifica dalla risoluzione Gutgeld, sottolineando che esso impedirebbe agli automobilisti di esercitare la libera scelta di essere risarciti in denaro e di farsi riparare l’auto dal carrozziere di fiducia.
«A nostro avviso – aggiunge Domenico Massimino, presidente provinciale di Confartigianato Cuneo – l’obbligo del risarcimento in forma specifica è incostituzionale, perché aggira la sentenza della Corte Costituzionale 19 giugno 2009, n. 180, dove viene confermato che il sistema del risarcimento diretto è facoltativo e che tale sistema non può e non deve essere considerato e/o utilizzato come se fosse “obbligatorio”, quanto piuttosto quale alternativa rispetto al sistema tradizionale».

A dar ragione alle Associazioni di categoria dei carrozzieri è anche il decreto legge “CrescItalia” varato il 24 gennaio 2012, dal quale, grazie alle battaglie delle tre Associazioni, è stata eliminata proprio una norma che avrebbe limitato la libertà dei cittadini e altera la concorrenza nel mercato delle riparazioni di auto.
Un tentativo simile di favorire con un premio economico la riparazione in forma specifica è stato già fatto in occasione dell’approvazione della vigente legge n° 27 del 24 marzo 2012. In quella occasione la proposta fu di decurtare il risarcimento del danno del 30% se non si utilizzavano le carrozzerie convenzionate. Tale previsione fu poi cancellata dal testo della legge approvata, anche a seguito di una forte mobilitazione della categoria.

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