No Tav, assolto lo scrittore Erri De Luca

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No Tav, assolto lo scrittore Erri De Luca

Italian writer Erri de Luca attends on May 12, 2008 a conference at the Jerusalem Writer Festival. De Luca, who is author of several novels and has translated several books of the Old Testament, is taking part in a literature event in Jerusalem that hosts a group of highly respected writers from around the globe. AFP PHOTO/MARCO LONGARI (Photo credit should read MARCO LONGARI/AFP/Getty Images)

Il fatto non sussiste.

E’ questa la motivazione sostanziale addotta dai giudici del Tribunale di Torino per l’assoluzione di Erri De Luca, lo scrittore napoletano che, per aver sostenuto che sabotare la Tav è lecito, era stato accusato di istigazione al reato dai pubblici ministeri Antonio Rinaudo e Andrea Padalino.

In mattinata, De Luca ha letto una dichiarazione in cui ha ribadito le proprie convinzioni, precisando come il termine “sabotare” sia stato utilizzato in passato anche da figure come Ghandi e Mandela e con grandi risultati anche in ambito politico. “Confermo la mia convinzione che la linea sedicente ad Alta Velocità va intralciata, impedita e sabotata” ha anche detto in aula lo scrittore, “per la legittima difesa del suolo, dell’aria e dell’acqua di una comunità minacciata”.

Molto chiare le parole scelte anche per dare un inquadramento “giuridico” alla vicenda, con riferimento all’articolo in base al quale lo scrittore è stato incriminato, risalente al 1930, e al successivo articolo 21 della Costituzione, che dovrebbe risultare prevalente. “Ciò che è costituzionale si decide e difende in luoghi pubblici come questo, come le scuole, le prigioni, i luoghi di lavoro, le frontiere attraversate dai richiedenti asilo. Si decide al piano terra della società”, ha proseguito lo scrittore, che poi ha aggiunto di essere stato “incriminato per aver usato il termine ‘sabotare'”, termine definito “nobile, perché praticato da figure come Ghandi e Mandela, e democratico” e di essere disposto ad accettare una eventuale condanna, ma non a lasciarsi “censurare o ridurre la lingua italiana”. “Sono qui per sapere” ha concluso De Luca “se le mie dichiarazioni costituiscono un reato”.

“Questa sentenza sarà un messaggio sulla libertà di espressione“, aveva detto qualche settimana fa De Luca, il quale aveva evidenziato come il procedimento a suo carico non fosse “un processo al sottoscritto, ma alla libertà di pensiero nel nostro Paese”.

La sentenza di oggi ha fugato ogni dubbio sulla vicenda, con la piena assoluzione dello scrittore motivata da una frase tanto breve quanto significativa: le sue dichiarazioni non costituiscono un reato.

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