No Tav detenuti protestano in carcere. Rifiutano di rientrare in cella COMMENTA  

No Tav detenuti protestano in carcere. Rifiutano di rientrare in cella COMMENTA  

“Il trasferimento di questi soggetti andrebbe deciso nelle prossime ore, per evitare altri prevedibili incidenti”. Questa la manifestazione di preoccupazione per l’attività di proselitismo e propaganda attuata dai detenuti No Tav nel carcere di Torino.


Martedì sera l’ultima provocazione. 4 detenuti dopo le ore di socialità si sono rifiutati di rientrare in cella. “E allora?”, dice il profano. Li si accompagna dentro lo stesso, no? 

La cosa non è così semplice, poiché la protesta è pacifica, e finché qualcuno non si decide a lanciare estintori o scrivere sulle piglie del carcere “liberi tutti” o “No No Tav, No Party”, gli agenti non possono fare molto.


Stiano tranquille le guardie carcerarie: con le riforme (meglio, decreti) in arrivo, anche i pestiferi No Tav potrebbero essere liberati.

Non costituiranno più un problema; per loro.

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