Nocerina-Verona non finisce mai: dagli striscioni a Shakespeare

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Nocerina-Verona non finisce mai: dagli striscioni a Shakespeare

Su un ricciolo rapito Alexander Pope scrisse un caposaldo della letteratura inglese post-illuministica. Ma per rimanere in Italia pure l’appropriazione di una Secchia ha a lungo diviso due province confinanti. Quello che ancora mancava era il conflitto per lo striscione rubato. Sia consentita un po’ di ironia per commentare la pioggia di veleni ed accuse che sta seguendo a Nocerina-Verona, un teatrino in cui l’unico dato certo è che sono tutti colpevoli. La partita disputatasi sabato pomeriggio al San Francesco era stata accompagnata da gridi d’allarme delle istituzioni di entrambe le città. Motivi? Il clima guerresco che ormai da un anno accompagna tutte le trasferte meridionali dell’Hellas ma pure i gravi incidenti dell’andata quando i tifosi rossoneri devastarono il settore del Bentegodi a loro riservato e soprattutto rubarono uno striscione ai supporters organizzati gialloblù. Niente più che una bravata in un mondo normale ma che diventa un sommo oltraggio nel pianeta-ultras.

Per questo le due parti se l’erano giurata e la resa dei conti è puntualmente arrivata con pesanti scontri prima e dopo la gara e super-lavoro per le Forze dell’Ordine, in un clima appesantito anche dalle recriminazioni arbitrali di parte veneta.

Peccato che alla fine lo striscione non sia stato recuperato ma soprattutto che, nonostante gli avvertimenti, tutti si siano fatti trovare impreparati: dalla Lega Serie B, che per bocca del presidente Abodi ha commentato gli incidenti ma con due giorni di ritardo dopo aver sottovalutato troppo il problema, passando per Merino e la sua inutile esultanza sotto la curva avversaria per finire al Verona Calcio che ha vergato per i propri tifosi un vademecum per non rischiare la pelle a Nocera, una provocazione di cui nessuno sentiva il bisogno, senza dimenticare Andrea Mandorlini, scivolato su un’altra buccia di banana dopo l’estivo “Ti amo terrone”. Quando un gruppo di tifosi rossoneri ha consegnato all’allenatore dell’Hellas una maglietta recante la scritta “Benvenuti al sud” Mandorlini ha pensato bene di rifiutarla sostenendo che andasse consegnato agli esponenti della curva.

Tutto giusto ma un po’ di diplomazia non guasta. Finito qui?

Affatto perché ora dopo ora spuntano nuovi particolari: l’ultimo però fa ritornare il tutto nell’alveo della goliardia, seppur di cattivo gusto. Il telecronista della partita per Sky, Roberto Alpino, si è fatto prendere la mano postando nel pre-gara sul suo profilo face book una frase che parla da sola: “Giulietta zoccola, Romeo cornuto”. Apriti cielo con i tifosi veronesi per un remake dello striscione originale: perché il copyright dell’idea spetta ai sostenitori del Napoli che vent’anni fa coniarono un’analoga frase in risposta all’amaro “Benvenuti in Italia” scritto dalla controparte veneta. Alpino, che fino ad ora aveva commentato senza problemi tutte le partite interne dei molossi, si è scusato con i tifosi del Verona scaricando la colpa sul gestore della sua pagina ma intanto Sky l’ha scaricato licenziandolo in tronco. Alla fine è lui quindi l’unico a rimetterci, oltre all’immagine del calcio italiano se ancora esiste.

Ed il cerchio si chiude: da Pope a Shakespeare.

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