Non c’è alternativa al nucleare COMMENTA  

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Simit-Patel_originPer il terzo anno anno consecutivo, il prezzo del petrolio ha chiuso con un aumento deciso, pari, per i dodici mesi appena trascorsi, al 19 per cento. E le previsioni indicano che il trend verso l’alto può solo continuare, a fronte di una domanda in crescita e di una disponibilità di petrolio in discesa. Questo rende necessario e forse inevitabile il ritorno ad investimenti nel settore dell’energia nucleare, unica alternativa fattibile al petrolio, economicamente ed anche dal punto di vista ambientale.

Ne parla Simit Patel, in una sua analisi della situazione attuale e futura del petrolio e del nucleare pubblicata nei giorni scorsi sul sito internet di Seeking Alpha. Patel è un trader nel settore dei metalli preziosi e delle valute che per i suoi report e le sue analisi applica una combinazione di elementi e fattori di geopolitica, politica monetaria e evoluzione dei prezzi. E’ anche un imprenditore nel campo della tecnologia, attività che gli permette di avere un occhio di riguardo per questo settore.

“Mentre ritengo che il mondo continuerà ad utilizzare i carburanti fossili come fonte primaria di energia per diverso tempo – scrive Patel nella sua analisi pubblicata su Seeking lpha – ci troviamo chiaramente ad un punto in cui è richiesta una nuova forma di energia. Credo che l’energia nucleare sia il miglior candidato destinato a crescere, per una serie di motivi”.

Quali siano questi motivi, Patel lo indica immediatamente dopo:

1. Può fornire la baseload di energia di cui abbiamo bisogno, e questo sempre, senza soluzione di continuità;
2. Non ha emissioni di gas serra e carbonio;
3. Offre un’elevata densità di energia, il che significa che non richiede grandi estensioni di suolo. Si tratta dunque di una forma di energia adatta alle città e alle grandi aree urbane.

Nessun’altra forma di energia può fornire le stesse caratteristiche e gli stessi vantaggi, almeno non tutti insieme. Sole e veno sono più costosi – e continueranno ad esserlo per diversi anni ancora, a meno che i governi non decidano di introdurre forti sussidi con soldi pubblici, in pratica finanziare quest due settori con i soldi dei contribuenti chiamandoli poi a pagarne anche le bollette per l’utilizzo dell’energia così prodotta e servita. Non sono nemmeno in grado di fornire la baseload necessaria: di note il sole non splende, mentre il vento è assolutamente imprevedibile nei tempi e nella quantità.

Tutte condizioni che indicao come la crescita del settore dell’energia nucleare, nei prossimi decenni, sia di fatto inevitabile.

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