Non c’è pace per Aldrovandi, offeso su Facebook dopo la condanna in Cassazione, la madre presenta querela

Bologna

Non c’è pace per Aldrovandi, offeso su Facebook dopo la condanna in Cassazione, la madre presenta querela

Nonostante la condanna definitiva emessa dalla Cassazione a 3 anni e 6 mesi nei confronti di Monica Segatto, Enzo Pontani, Paolo Forlani e Luca Pollastri, ritenuti responsabili della morte di Federico Aldrovandi, avvenuta la sera del 25 settembre del 2005, non si placano le polemiche. Una nuova pagina, pregna di squallore, va scritta in questa triste storia. Patrizia Moretti, la madre del ragazzo massacrato dagli agenti che, come hanno detto i giudici, “Agirono da schegge impazzite” ha querelato la responsabile della pagina Facebook e associazione “Prima Difesa” e alcuni frequentatori della pagina stessa. Il motivo della querela risiede nei commenti giudicati offensivi dalla Moretti. Tra i commenti incriminati ci sono quelli di S. B.: «La madre se avesse saputo fare la madre, non avrebbe allevato un “cucciolo di maiale”, ma un uomo!». Parole pesanti rivolte verso un ragazzo morto e, è bene sottolinearlo, disarmato. Interviene anche uno dei diretti interessati, Paolo Forlani: «Che faccia da culo che aveva sul tg … una falsa e ipocrita… spero che i soldi che ha avuto ingiustamente possa non goderseli come vorrebbe… adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie…» Difficile immaginare che una madre possa godersi dei soldi quando le è stato ammazzato un figlio.

Non esiste cifra che possa colmare tale vuoto ma, per capire certe cose, serve almeno un briciolo di sensibilità. Al di là delle chiacchiere e della presunta innocenza che, visto l’ultima sentenza, presunta non è, la Cassazione ha emesso il verdetto finale.

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