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Non è vero che il Governo non vuole salvare la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza

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Non è vero che il Governo non vuole salvare la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza

cuneo_nizza_01 “Chi in queste ore sta affermando che il Governo non vuole trovare le risorse per salvare la linea ferroviaria Cuneo-Ventimiglia-Nizza sa di non dire la verità dei fatti”, sostiene il parlamentare del Pd Mino Taricco all’indomani della notizia scaturita da una lettera del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi.
“Non a caso, nelle more della definizione di un accordo italo-francese che porti a una revisione della Convenzione del 1970 e che risolva finalmente la questione della ripartizione dei costi di manutenzione della medesima tratta – continua il deputato cuneese -, è stato approvato un ordine del giorno alla Camera, in sede di legge di stabilità, che ribadisce la volontà del Governo di provvedere a interventi di manutenzione per un ammontare di 29 milioni di euro. Una cifra che, tra le altre cose, era già stata annunciata a novembre dallo stesso ministro Lupi tramite una lettera”.
Sempre a riguardo della linea ferroviaria, proprio nei giorni scorsi Mino Taricco, insieme alla deputata cuneese Chiara Gribaudo, ha sollecitato con una mozione il Governo a impegnarsi proprio per il rinvenimento del finanziamento pari a 29 milioni di euro necessario per evitare la chiusura della tratta e permettere i lavori utili a un suo immediato ripristino a pieno regime, in linea con quanto emerso nel vertice bilaterale tra Italia e Francia dello scorso 20 novembre, al termine del quale i due Paesi avevano sottolineato l’assoluta centralità e importanza dell’infrastruttura.
“Abbiamo voluto sollecitare ulteriormente il governo su questo tema – conclude Taricco – perché stiamo parlando di una delle infrastrutture più importanti del territorio cuneese, tramite cui la nostra provincia è posta in comunicazione con la Francia e che tuttavia sta vivendo un periodo complesso.

Non è quindi questo il momento di strumentalizzare le situazioni, piuttosto dobbiamo lavorare insieme per costruire, non per distruggere”.

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