Novara: dentro una crisi (im)prevedibile

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Novara: dentro una crisi (im)prevedibile

Le prove tecniche di isola felice sono ufficialmente rinviate, a Novara ora regna il pessimismo. Pochi mesi dopo la seconda promozione consecutiva le belle favole riguardo all’avvenieristico impianto di Novarello e l’organizzazione di una società che paga puntualmente gli stipendi a fine mese lasciano spazio ai disastri di una classifica da record negativi. Dodici punti ad una giornata dalla fine del girone d’andata (contro il Milan…), appena due vittorie di cui nessuna in trasferta e peggior difesa con trentacinque reti subite. Numeri da brivido che avvicinano il peggior Novara di sempre in Serie A, quello che retrocesse nel 1956 e che ad una giornata dal giro di boa, con i tre punti a vittoria, totalizzò sedici punti. Numeri che nessuno si aspettava ad inizio stagione. Perché le aspettative della famiglia De Salvo erano quelle di prendere le misure alla categoria, magari anche soffrendo un po’, per poi stabilizzarsi ed alzare progressivamente l’asticella.

Qui invece più che una sofferenza è un calvario.

La disarmante sconfitta nella vitale partita di Cesena ha non solo sottolineato come il rapporto tra gli azzurri e la classe arbitrale sia a dir poco tormentato ma ha soprattutto confermato la totale inadeguatezza della rosa allestita in estate. Le ultime due prestazioni poi sono state pessime anche sotto l’aspetto del gioco, motivo per cui anche il fin qui intoccabile Tesser è entrato in discussione. A farlo capire senza giri di parole è lo stesso ad Massimo De Salvo. “A Cesena abbiamo toccato il fondo, e non parlo di risultati, bensì di prestazioni – ha detto il dirigente novarese – Si può perdere ma non in questo modo, ho visto una rassegnazione che non mi piace. Da oggi tutti sono in discussione: finora Tesser ha goduto in pieno della nostra fiducia ma ora spetta al tecnico riportare grinta e motivazione nel gruppo”.

Chiaro? La situazione insomma è difficile e la colpa, anche se può apparire fin troppo facile a dirsi, è di tutti.

Dell’allenatore, troppo confuso sul piano tattico, ma anche della società, che ha sbagliato completamente l’approccio al mercato estivo, infarcendo la rosa di giocatori di categorie inferiori e ponendo troppa fiducia nel gruppo storico, per poi non migliorare le cose in inverno perché Jensen e Rinaudo, assenti dai campi da un anno, non sono certo i giocatori pronti subito che servono a gennaio. Insomma l’inesperienza regna sovrana e viene da chiedersi se valeva la pena compiere gli sforzi dello scorso anno. Ma nessuno si vuole arrendere così la svolta potrebbe passare dal Milan: contro i rossoneri, infatti, da affrontare due volte in quattro giorni Coppa Italia compresa, De Salvo chiede la svolta psicologica. “Sulla carta partiamo battuti, quindi è la partita migliore per tirare fuori l’orgoglio”. Com’è lontana quella sfida di Coppa di due anni fa, all’alba del sogno azzurro…

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