Nucleare: Europa, la ruota gira?

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Nucleare: Europa, la ruota gira?

eu_nuclear_power_plants_2010_highE se la ruota del destino girasse per il nucleare anche in Europa? A pochi mesi di distanza dalla (insensata) decisione del governo tedesco guidato da Angela Merkel di chiudere le sue centrali nucleari, e dai dubbi e tentennamenti della Svizzera, che ha altresì deciso di abbandonare l’atomo ma con tempi decisamente più lunghi rispetto a quelli di Berlino – 2034, contro il 2022 tedesco – sembrerebbe che non pochi, tra i leader politici del Vecchio Continente pare essere tornato di moda parlare di atomo e di energia nucleare.
A riaccendere la fiammella dell’amore tra nucleare e politici europei è stata la crisi economica che ha colpito l’Europa e messo in ginocchio la sua economia: Irlanda, Portogallo, Spagna, Grecia, Italia, sono paesi già ai limiti, se non oltre, della sopravvivenza economica, ma anche gli altri non ridono. Perfino Francia e Germania cominciano ad accusare, e pesantemente, le conseguenze di scelte politiche, economiche, industriali e sociali a dir poco suicide.  E per non rischiare il tracollo completo, qualcuno comincia a pensare a riprendere il discorso nucleare, sia come fonte di alimentazione che come possibilità per spingere l’occupazione.
Anche tra le fila degli ambientalisti serpeggia il virus del nucleare: l’inglese George Monbiot è stato uno dei primi a voltare pagina, insieme al suo connazionale Mark Lynas.

“I paesi con forte sviluppo economico e grandi necessità energetiche devono disporre di fonti di energia a basso contenuto di carbonio…ed il nucleare è il miglior sostituto”, ha detto quest’ultimo.
Nessuna contraddizione nel sostenere la necessità di fare affidamento all’energia nucleare come fonte di energia, secondo Lynas, autore di diversi libri in materia di ambiente, sostenibilità ambientale, protezione dell’ambiente e fautore della politica dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas serra e contro il riscaldamento globale, come previsto dal Protocollo di Kyoto. “Nessuna fonte rinnovabile, da sola, può fare il miracolo”, ha detto.
Il modello di sviluppo, secondo l’autore britannico, è proprio quello inglese, che mette insieme sviluppo dell’eolico, del solare ma anche del nucleare.
Come finirà, è presto, molto presto per dirlo: il 2012, però, potrebbe anche segnare il grande ritorno dell’energia nucleare nel panorama industriale e delle politiche energetiche in Europa. E anche l’Italia potrebbe partecipare a questo ritorno: il governo di Mario Monti avrebbe già aperto la porta a questa possibilità, con il Ministro dell’ambiente che ha speso parole favorevoli al nucleare.

Staremo a vedere.

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