Nuova Maximulta in Arrivo per Microsoft COMMENTA  

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Negli anni scorsi la compagnia di Bill Gates ha dovuto più volte difendersi dalle accuse di abuso di posizione dominante avanzate dall’Antitrust europeo: il colosso americano avrebbe sfruttato la grande diffusione del sistema operativo Windows per avvantaggiare indebitamente il proprio browser Internet Explorer, a scapito dei concorrenti.

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L’Unione Europea, a seguito della denuncia presentata nel 2007 da Opera Software, aveva dato ragione alla concorrenza, comminando maxisanzioni alla Microsoft, che era infine corsa ai ripari offrendo agli utenti europei una speciale schermata di scelta del browser, soprannominata ballot screen o choice screen, fino al 2014.

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Tuttavia lo scorso luglio, a seguito di nuove segnalazioni, la Commissione Europea ha nuovamente investigato sul caso, constatando che a molti utenti di Windows 7 Service Pack 1 il ballot screen non veniva presentato.


Microsoft si è giustificata dando la colpa ad un bug nel software, che ha impedito di offrire la possibilità di scelta agli utenti in possesso della versione più aggiornata di Windows 7.

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L’azienda di Redmond ha quindi promesso un aggiornamento per correggere il problema, ma la Commissione ha risposto che i mesi trascorsi senza che agli utenti europei venissero presentate le alternative vanno comunque sanzionati.

Così  Microsoft ha ricevuto una nuova multa di circa 561 a milioni di euro.

Una nota ufficiale dell’Unione Europea ha così spiegato la sanzione: «questa è la prima volta che la Commissione ha dovuto multare un’azienda per non aver rispettato gli impegni presi. Nel calcolare la sanzione la Commissione ha tenuto conto della gravità e della durata della violazione, il bisogno di assicurare un effetto deterrente della multa e, quale circostanza attenuante, il fatto che Microsoft ha cooperato con la Commissione e fornito informazioni che hanno aiutato la Commissione a indagare in modo efficiente sulla materia».

Con questa nuova multa, sale a 2 miliardi l’importo totale delle sanzioni che nel corso degli anni l’Unione Europea ha comminato al colosso di Redmond.

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