Nuovo vertice UE sui migranti il 23 settembre

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Nuovo vertice UE sui migranti il 23 settembre

Il Presidente del Consiglio Europeo, il polacco Donald Tusk, ha convocato un vertice straordinario sull’emergenza migranti.

All’incontro, fissato per mercoledì prossimo 23 settembre, parteciperanno tutti i rappresentanti dei governi dell’Unione Europea, mentre, il giorno precedente (22 settembre), i ministri degli interni si riuniranno in sessione straordinaria per votare circa l’approvazione del meccanismo di ricollocamento dei profughi sulla base del sistema delle quote.

120 mila sono, al momento, i profughi che, provenienti per la maggior parte da Italia, Grecia e Ungheria, dovrebbero essere accolti fra i vari paesi dell’Unione.

Il fronte del sì è composto dalla Germania, dall’Italia, dalla Grecia e dalla Francia, mentre quello del no comprende la Repubblica Ceca, la Slovacchia e la Romania.

Da Budapest, nei giorni scorsi, il premier Viktor Orban ha fatto sapere di essere contrario alle quote, ma che, se l’Unione Europea voterà a favore, accetterà la decisione. Niente veto, quindi, e questo, di per sé, potrebbe rappresentare la svolta sulla questione.

In queste ore i leader politici stanno cercando di trovare un accordo preliminare, perché la situazione generale non è affatto migliorata.

Gli arrivi continuano a susseguirsi senza sosta e la chiusura delle frontiere non sta facendo altro che ampliare le zone sotto pressione. L’ultima, in ordine di tempo, è la frontiera croata.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel ha invitato Italia e Grecia alla costituzione degli hotspot, ma la risposta, per tutti, l’ha data il ministro degli interni Angelino Alfano, il quale ha garantito la massima disponibilità sul tema da parte dell’Italia, sottolineando però che il nuovo sistema di identificazione e accoglienza sarà attivato solo una volta che sia stato approvato il meccanismo di ricollocamento in base alle quote.

Le reali possibilità di pervenire ad un accordo i prossimi 22 e 23 settembre non sono elevatissime, ma senz’altro sono superiori a quelle di pochi giorni fa. Il fatto che la comunità internazionale prema per una soluzione comune e le novità provenienti dalla Siria, dove gli impegni di Russia e, con ogni probabilità, USA nella lotta all’Isis dovrebbero rinnovarsi e intensificarsi, sono però aspetti da non sottovalutare e che potrebbero spingere nella direzione dell’approvazione.

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