Obama manda le navi in Libia: lanciata l’operazione d’immagine COMMENTA  

Obama manda le navi in Libia: lanciata l’operazione d’immagine COMMENTA  

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Obama mostra i muscoli e una sommossa popolare scatenata da un film su Maometto ritenuto blasfemo diventa un’azione di al-Qaeda. “Osama è vivo e lotta insieme a noi”, questo dev’essere lo slogan scandito dagli invasati che hanno assaltato il consolato americano di Bengasi e causato la morte del console Chris Stevens e di altri tre funzionari. Sì, perché dopo alcune ore d’imbarazzante silenzio del presidente in carica, il suo sfidante alla poltrona della casa bianca Mitt Romney tuonava: «Gli Stati Uniti non devono mai scusarsi per difendere i propri valori. Guai a tollerare attacchi a cittadini americani. È vergognoso che la prima risposta dell’amministrazione Obama non sia stata quella di condannare gli attacchi contro le nostre missioni diplomatiche, ma di simpatizzare con chi ha attaccato». Meglio accantonare il movente del film blasfemo, serve qualcosa più forte, qualcosa da sfruttare elettoralmente. Romney ha appena accusato Obama di essere senza c… I consiglieri del presidente suggeriscono di giocare la carta che ha fatto le fortune di Bush… Almeno fino a un certo punto: il terrorismo, al-Qaeda. Una scusa buona per mandare in Libia due navi da guerra, la Laboon e la McFaul, insieme a duecento navy seals. Tranquilli, nessun intento belligerante. Si tratta di un’operazione di facciata, una strategia di comunicazione politica. Obama, seguendo lo stile Bush, in questa fase vuole dimostrarsi come il comandante in capo delle forze armate degli Stati Uniti d’America. Vuole dare alla nazione un’immagine di sé da uomo forte, capace di proteggere la nazione e di rispondere duramente ad attacchi e minacce. Intanto le proteste per il famigerato film blasfemo si sono estese in Egitto. Decine di manifestanti stanno assediando l’ambasciata statunitense del Cairo. Ci sarebbero anche stati alcuni scontri, una decina di feriti e una dozzina di arresti.


VINCENZO BORRIELLO

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