Occupazione in aumento e mercato immobiliare in ripresa secondo l’Europa

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Occupazione in aumento e mercato immobiliare in ripresa secondo l’Europa

Sono stati diffusi ieri i dati Eurostat relativi all’occupazione in Europa e, per quanto risulta, si tratterebbe di notizie incoraggianti.
Rispetto al trimestre precedente, infatti, sono stati rilevati un aumento dello 0,3% nell’area Euro e un aumento solo di poco inferiore, pari allo 0,2%, all’interno dell’Unione Europea. Ancora migliori sembrerebbero gli aumenti su base annua, pari allo 0,8% nell’area Euro e allo 0,9% nell’Unione Europea.
Fra i 28 Stati dell’Unione, sono stati il Portogallo e la Grecia a far registrare gli incrementi più consistenti, pari a +1,3% nel primo caso e a +1,2% nel secondo. Su un tasso di +0,9% si sono invece attestate sia la Spagna, sia l’Irlanda, mentre l’Italia è sotto la media, ferma a un +0,2%.
In controtendenza la Gran Bretagna, che ha registrato un calo di -0,2% e la Finlandia, in recessione da ormai tre anni, con un calo di -0,3%.
Nel frattempo, la Banca Centrale Europea ha diffuso uno studio sull’andamento del mercato immobiliare, in cui si evidenziano segnali di ripresa del settore.
Il documento annota con favore il rialzo dei prezzi delle abitazioni sia nelle zone urbane, sia in quelle rurali, segnale che l’inversione di tendenza rispetto ai mesi e anni precedenti dovrebbe avere un andamento sostenibile, a differenza di quanto accaduto in passato (biennio 2009 – 2010, quando la differenza fra le aree metropolitane e quelle rurali si era dimostrato molto più marcato e, infatti, a un iniziale aumento dei prezzi era seguita una stagnazione che aveva soffocato la ripresa).
In testa a tutti l’Irlanda, dove i prezzi avrebbero subito un’impennata del 16,8% rispetto all’anno precedente.

In aumento, anche se più contenuto, anche la Germania con un +5%, la Spagna con un +4% e l’Austria con un +3,6%.
Molto più bassi i valori registrati invece in Italia, Francia e Grecia, dove, comunque, sostengono dalla BCE, i primi segnali di ripresa sono già comparsi, seppure assai timidi.

Un quadro insomma molto incoraggiante, secondo l’Europa, anche se, viste alcune specifiche situazioni, quale quella relativa alla disoccupazione giovanile in Italia, occorrerebbero ben più marcate inversioni di tendenza per poter davvero essere ottimisti.

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