Occupy Wall Street: dopo la grande mobilitazione statunitense si prepara anche l’Italia

Cronaca

Occupy Wall Street: dopo la grande mobilitazione statunitense si prepara anche l’Italia


Occupy Wall Street: dopo la grande mobilitazione statunitense si prepara anche l’Italia
Hanno cercato di occupare i porti della costa occidentale degli Stati Uniti, ma senza successo. I militanti del movimento Occupy Wall Street si sono dunque accontentati di manifestare senza ingaggiare scontri con le forze dell’ordine dispiegate a protezione dei terminal.

Da Oakland a Seattle passando per Long Beach. Il movimento di Occupy Wall Street negli States ha bloccato i cancelli di ingresso di numerosi porti. La polizia ha effettuato numerosi arresti e ha intimato i giovani a non continuare la protesta che ha causato anche il blocco totale delle attività. Questa volta, però, non hanno avuto il sostegno dei sindacati, preoccupati per i lavoratori giornalieri.

La sfilata più grande è stata a Oakland, dove un migliaio di persone si sono riunite fin dalla notte. ‘Goldman Sachs controlla la compagnia proprietaria di questo terminal – dice un manifestante -. Sono loro che prendono il denaro delle nostre tasse, i soldi del piano di salvataggio e noi non abbiamo ottenuto nulla in cambio’.

Inevitabili le proteste dei camionisti che hanno visto rallentare le operazioni di carico e scarico.

‘Questa protesta non fa i nostri interessi – dice un conducente -. Io per esempio sto perdendo denaro a causa di questi ragazzi’.

La mobilitazione di Occupy Wall Street è contro le ineguaglianze economiche, il crescente livello di disoccupazione e la mancata riforma delle regole del sistema finanziario. Azioni ben coordinate quindi da parte di un movimento che non perde e non vuole perdere di intensità. Continua con azioni coordinate in più parti del Pese e minaccia di rovinare la festa al partito dell’asinello alla prossima Convention democratica del 2012.

Anche in Italia il movimento ha il suo seguito di ferventi attivisti. Dopo l’Occupy del Massimo, uno dei teatri più grandi di Europa, lo scorso 26 novembre, ci si prepara all’Occupy Palermo del prossimo 22 dicembre. A partire dalle 9 in piazza Politeama.

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