Odissea dei migranti: la storia dei 300 contadini veneti di fine 800

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Odissea dei migranti: la storia dei 300 contadini veneti di fine 800

Tra le varie storie di migranti è importante ricordare quella dei 300 contadini veneti di fine 800. Ecco le tappe della loro traversia.

I contadini veneti della fine 800 non sceglievano di emigrare come i molti migranti di oggi, ma venivano costretti a lasciare le loro case e proprietà in cambio di prodotti quali terre, latte e miele, riscatto, ecc. Ovviamente le promesse mantenute non corrispondevano alla realtà. I contadini andavano incontro a molto altro. Le navi erano barconi in pessime condizioni, i luoghi erano pericolosi e difficili. Solo alcuni riuscivano a farcela, la maggior parte, tra cui molti bambini morivano.

L’odissea dei contadini veneti

L’Odissea di cui ti abbiamo dato alcune nozioni non riguarda i migranti che partono dalla Libia o dalla coste africane per giungere in Italia. La vicenda qui narrata riguarda quasi 300 contadini veneti e friulani, i quali sul finire dell’800 dovettero abbandonare le loro case per le Isole Bismark, isole nella Papua Nuova Guinea, oggi corrispondente alla Nuova Irlanda. I contadini avevano creduto alle promesse del marchese De Rays e a quello che prometteva loro.

La traversia dei contadini veneti

Nel febbraio 1880 i contadini veneti e friulani si imbarcarono a Barcellona in una nave dalle condizioni veramente pessime e destinata alla demolizione, come si racconta oggi.

Durante la traversata verso la Papua Nuova Guinea, la loro destinazione, non tutti sopravvissero e una trentina di loro morirono. Appena giunti nel luogo che avrebbe dovuto cambiare la loro vita per sempre, si trovarono di fronte una realtà diversa: «I superstiti trovarono solo una specie di capannone costruito dai precedenti coloni», continua Marzo Magno, «l’isola era aspra. Una baia scura, con alture alle spalle, una vegetazione fittissima». I nativi si rivelarono ostili, erano antropofaghi…».

I contadini provarono a combattere, a resistere, ma purtroppo ne morirono altri arrendendosi al loro triste destino.

La colonia di Cea Venessia

I sopravvissuti riuscirono ad arrivare in Australia dove in un primo momento furono accolti bene. I bambini erano in condizioni davvero pessime. Qui, tutti insieme, cominciarono a creare una vera e propria colonia dal nome di Cea Venessia, ovvero la Piccola Venezia, riuscendo a ottenere guadagni grazie alla produzione di vino. Nel 1901 una legge australiana volle l’uso della lingua e Cea Venessia, fu bandita e si trasformò in New Italy.

L’«ultimo rappresentante morì negli Anni 50 ormai 90enne».

Insomma, una storia tragica, una traversia difficile, non poi così lontana dai migranti di oggi in cerca del loro posto al sole. Ricordiamocene prima di giudicare e di emettere sentenze sui migranti e il tema dell’immigrazione.

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