Oggi di scena gli Stai Generali delle Rinnovabili

Ambiente

Oggi di scena gli Stai Generali delle Rinnovabili

Le proposte del settore per le modifiche ai decreti rinnovabili sono state presentate oggi ufficialmente. Le rinnovabili hanno coperto il 26% della produzione elettrica nazionale nel 2011 e si sono espanse anche nel settore della produzione di calore. “La ridefinizione delle modalità di supporto alle rinnovabili e all’efficienza, se gestita male, rischia di mettere in ginocchio l’intero settore – si legge nel testo diramato poco fa – le proposte di decreti inviate alle Regioni, fotovoltaico e rinnovabili elettriche, sono purtroppo inadeguate e fortemente penalizzanti. La sensazione è che sia prevalso un atteggiamento punitivo nei confronti di un comparto che sta dimostrando concorrenzialità con le fonti fossili e sta mettendo in difficoltà gli operatori elettrici tradizionali. Il comparto delle imprese energetiche verdi, vista la gravità della situazione, ha avviato un coordinamento tra le varie Associazioni per confrontarsi con maggiore efficacia con le istituzioni e per modificare provvedimenti che potrebbero essere letali. Si sono così costituiti gli Stati generali delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, che nel corso di due incontri a Roma in aprile hanno discusso le criticità principali contenute nei decreti elettrici e hanno presentato le proposte per il settore termico e dell’efficienza ai rappresentanti di Ministeri e Regioni”.
Le richieste riassunte per sommi capi riguardano: emanare il decreto sulle rinnovabili termiche atteso dal settembre scorso e la definizione degli obiettivi dei certificati bianchi al 2020, che quelli relativi alla definizione delle norme per l’immissione in rete e la promozione del biometano.

Unanime la richiesta di abbandono del sistema dei registri e dei limiti annui allo sviluppo delle diverse tecnologie, da sostituire con un meccanismo di riduzione della tariffa che si autoregoli in funzione del volume di installazioni; si garantirebbe lo stesso risultato con strumenti di mercato evitando un approccio dirigista che avrebbe l’unico risultato di bloccare la bancabilità dei progetti. Costruire un percorso del fotovoltaico verso la grid parity che sia ad impatto zero in bolletta, si deve dare la possibilità di usufruire dello scambio sul posto anche agli impianti sopra i 200 kW come percorso alternativo agli incentivi. L’innalzamento della potenza per l’accesso ai registri a 250 kW e l’incremento del contingente annuo per le varie fonti (separando le biomasse dal biogas e scorporando i rifiuti dal decreto) che risulta largamente inferiore ai ritmi di crescita realizzati in questi anni. Inoltre i premi previsti per biomasse e biogas con particolare riferimento agli impianti di potenza inferiore ad 1 MW vanno semplificati al fine di renderli accessibili, fermo restando il raggiungimento gli obiettivi ambientali e di efficienza.

Elevare le soglie per l’accesso alle aste ad almeno 10 MW (e 50 MW per l’eolico) e va aumentato il tempo consentito di costruzione per impianti più complessi. Va rivisto il meccanismo di transizione dai certificati verdi alla tariffa e il posticipo del pagamento dei certificati verdi da parte del GSE.

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Chiara Cichero 1240 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.