Ogni anno, nel mondo, muoiono più di 4 milioni di persone per problemi di cuore

Salute

Ogni anno, nel mondo, muoiono più di 4 milioni di persone per problemi di cuore

cuoreLa prevenzione è determinante per arginare l’insorgere di malattie cardiovascolari. Servono, però, un’analisi dei fattori genetici predisponenti accanto a una verifica degli alimenti utile a eliminare quelle componenti attive nell’insorgenza di tali patologie.
Un’attività che, negli ultimi 4 anni, è stata portata avanti da Nutriheart, progetto di ricerca industriale partito nell’ottobre 2010 e cofinanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall’Unione Europea attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Por-Fesr 2007-2013.
I risultati dello studio sono stati presentati a Udine nella sede di Confindustria dai ricercatori Bruno Stefanon, Paolo Gasparin, Danilo Licastro, Rocco Barazzoni e Cristina Zadro. A fare gli onori di casa Cristian Vida, capogruppo delle Industrie alimentari e Bevande di Confindustria Udine.

Concentrandosi sulla ricerca genetica e alimentare, Nutriheart ha permesso innanzitutto di identificare i fattori ereditari capaci di predisporre all’insorgenza di malattie cardiovascolari, per poi sviluppare percorsi nutrizionali personalizzati e approfondire le proprietà degli “alimenti funzionali”, utili per prevenire queste patologie.
Un tema piuttosto importante, visto il “costo” delle malattie cardiovascolari: da un punto di vista umano, rappresentando la principale causa di morte nel mondo (quasi 4,5 milioni di persone ogni anno), ed economico, richiedendo un esborso di circa 200 miliardi di euro ogni anno.

«Grazie a Nutriheart – spiega Bruno Stefanon, coordinatore scientifico del progetto – possiamo individuare quei cittadini più esposti, da un punto di vista genetico, al rischio di patologie cardiovascolari, intervenendo con una serie di composti alimentari funzionali caratterizzati da una forte attività antiossidante e antiinfiammatoria».
Quindi non solo è possibile capire chi è predisposto geneticamente alle malattie cardiovascolari, ma anche prevenirle sottoponendo il soggetto in questione a una dieta alimentare apposita.
«È noto che stili di vita errati, come dieta ipercalorica e scarsa attività fisica – continua Stefanon – sono corresponsabili dell’insorgere delle malattie cardiovascolari. Uno degli obiettivi di Nutriheart è stato proprio quello di sviluppare i cosiddetti “alimenti-farmaco”, utili per prevenire problemi cardiovascolari e migliorare la condizione di chi già ne soffre».

Nutriheart è sviluppato da una partnership composta da Nutrigene, spinoff dell’Università di Udine (capofila), Consorzio per il Centro di Biomedicina Molecolare – CBM, Euroclone, Illycaffè, G&life, Università degli Studi di Trieste, IRCCS Burlo Garofolo, AREA Science Park, Friuli innovazione, Polo Tecnologico di Pordenone.

Ulteriori informazioni sul sito internet www.progettonutriheart.it.

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