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OLIMPIADI: Ecco la classifica dei 5 momenti più emozionanti degli azzurri

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OLIMPIADI: Ecco la classifica dei 5 momenti più emozionanti degli azzurri

Non possiamo certo lamentarci di come sia finita questa fantastica avventura azzurra a Londra: 8 medaglie d’oro, 9 d’argento e 11 di bronzo per un totale di 28 onorificenze (rispetto alle 27 di Pechino). Arrivati quindi alla chiusura dei giochi news amaranto ha deciso di stilare una classifica dei 5 momenti più emozionanti che hanno coinvolto i nostri atleti, anche chi non è riuscito a salire sul podio.

Delle 28 medaglie non ce n’è nessuna che non sia riuscita a trasmetterci emozioni, a farci sentire ancora una volta orgogliosi di essere italiani. Oltre a queste 28 ci sono però anche quelle che vengono chiamate “di legno”, ovvero quelle che appartengono a tutti quegli atleti che non sono riusciti a salire sul podio per un soffio, ma che sono comunque riusciti a far sognare e soffrire milioni di italiani. Ci sono anche quei momenti in cui però non conta tanto la medaglia, perchè ci sono quei campioni che riescono anche con un piccolo gesto a farti credere che nonostante tutto valga ancora la pena essere italiani, vale la pena sognare, che veramente si può rendere indimenticabile un’olimpiade.

Ricordando che già essere arrivati alle olimpiadi è di per sè segno di enorme bravura, un grazie enorme va oggi a tutti i 290 atleti italiani presenti ai giochi di Londra e in particolare a quelli che sono riusciti a farci entrare altre 28 volte nella storia.

E’ stato difficile sceglierne 5, ma ecco la classifica dei momenti più toccanti degli azzurri a Londra 2012:

5° posizione- Clemente Russo e Roberto Cammarelle

Sono in due ad occupare questa posizione.

Clemente Russo è riuscito ancora una volta a farci appassionare alla boxe, a farci restare tutti incollati alla tv solo per tifare per lui, ma ancora una volta gli tocca la “maledizione dell’oro” e non riesce a vincere la finale. Gli resta comunque l’onore e il merito di essere riuscito a conquistare noi italiani e a farci dispiacere con lui per non aver conquistato il metallo più prezioso. Ma se il dispiacere per lui è stato grande, per Roberto Cammarelle è stato davvero enorme, e soprattutto è stato mischiato alla rabbia. Forse volevano sentire ancora una volta l’inno Inglese i 5 arbitri del suo incontro, perchè in caso contrario non si riesce proprio a spiegare come mai dopo aver vinto due riprese su tre sia stato dato il pareggio dei punti e sia stata data in seguito la vittoria all’inglese Anthony Joshua. Il suo è stato forse l’oro più mancato e più falsato di tutte le olimpiadi, ma per tutti noi, Roberto, l’oro è tuo.

4° posizione- Josefa Idem

Non si è mai troppo vecchi per nulla, è lei ne è la prova vivente.

Chi sa dire con esattezza quale sia l’età giusta di un atleta per ritirarsi? In risposta a questa domanda escono fuori tanti numeri, ma in pochissimmi riusciranno a dire un numero più alto di 47. E Josefa Idem, che di anni ne avrà 48 anni il mese prossimo, è riuscita davvero in un’impresa. Dopo otto olimpiadi adesso decide di ritirarsi, ma quest’ultima non la dimenticherà facilmente. Nonostante la sua età riesce a qualificarsi con la terza posizione alla finale, chiudendo in seguito l’olimpiade in 5° posizione. Una quinta posizione che però sa di beffa, non è riuscita a salire sul podio per soli 3 decimi. A 47 anni lei è diventata una vera e propria leggenda, e questo podio mancato negli ultimi metri ha fatto rimanere male un po’ tutti noi, ma allo stesso tempo è riuscita a farci capire che veramente non è mai troppo tardi per niente, nemmeno per provare a vincere una medaglia.

3° posizione- Jessica Rossi

Nella terza posizione di questa speciale classifica troviamo lei, la ventenne di Crevalcore.

Se tutti gli altri paesi si vantano di avere dei fenomeni, beh, ecco il nostro. Lei che è un vero e proprio cecchino è riuscita a fare meglio di chiunque altro nel mondo e nella storia: con 99 centri su 100 si aggiudica la medaglia d’oro e il nuovo RECORD MONDIALE. Con un solo colpo sbagliato la sua prestazione resterà impressa nei libri si storia delle olimpiadi per chissà quanto tempo. Una vera soddisfazione per noi, primo oro azzurro in questa specialità, e per lei, alla sua prima olimpiade. Non vuole però farci smettere di emozionare, e si dimostra una vera campionessa quando a fine gara dedica la vittoria alle popolazioni della sua terra, l’Emilia, colpite dal terremoto.

2° posizione- Fioretto femminile

E’ inutile negarlo, alla premiazione ci siamo emozionati tutti, e magari ci siamo anche fermati a pensare che in fondo la perfezione esiste. Di meglio non si poteva proprio chiedere.

Non è stato tanto l’oro, l’argento o il bronzo a rendere unico questo momento, ma il fatto che su tutto il podio si vedevano solo bandiere e volti italiani, e quell’inno di Mameli che risuonava nell’ExCeL Exhibition Centre era motivo di orgoglio per una nazione intera. Quasi non ci si rendeva conto di quello che stava succedendo, è stato un successo storico, vuol dire veramente che nel fioretto femminile non siamo secondi a nessuno, ma neanche terzi o quarti. Un’emozione e una soddisfazione indescrivibili a parole, quasi il momento più toccante della spedizione azzurra, quei tre tricolori che si alzavano sopra il podio non usciranno dalla nostra testa per un bel po’…

1°posizione- Pallavolo maschile e… Bovolenta

Indubbiamente il momento che è riuscito a rendere questi giochi olimpici indimenticabili è stato questo: la nostra nazionale di pallavolo che sale sul podio con la maglia di Bovolenta. Se è vero che i gesti rendono unici chi li compie allora l’applauso va tutto a loro, che hanno compiuto un gesto che onora tutta la pallavolo italiana e che riesce a trasformare quel bronzo in un oro.

Dopo essere riusciti a rialzarsi ed a lottare con coraggio dopo la sconfitta umiliante contro il Brasile, la squadra di Mauro Berruto alza la testa e batte 3-1 la Bulgaria, una vittoria che vale un gradino sul podio. Ma quella maglietta azzurra con il numero 16 stampato addosso è riuscita a sorprendere tutti noi, un gesto unico che per un momento ci ha fatto pensare che la nostra sia la nazionale migliore del mondo, un gesto visto raramente ma che è significato di orgoglio e carattere, e chissà con che gioia avranno reagito i familiari di Vigor Bovolenta (campione di pallavolo italiano morto durante una partita questo 24 marzo,a soli 38 anni e lasciando 5 figli). Prima di partire il ct Berruto aveva detto “In valigia porto anche la maglia del mio Capitano, Vigor Bovolenta. Sono certo che sapremo onorarla sino in fondo”. Lui e la sua nazionale sono stati di parola.

Il capitano Savani e il centrale Mastrangelo mostrano fieri la maglietta, a dimostrazione che un campione così non lo dimenticheremo mai.

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