Olio tunisino senza dazi. Proteste anche in Sicilia COMMENTA  

Olio tunisino senza dazi. Proteste anche in Sicilia COMMENTA  

Continuano le proteste sull’olio tunisino che verrà in Italia senza dazi

Le proteste dei produttori italiani non accennano a fermarsi

UN PO’ DI CHIAREZZA – LA notizia di base, nuda e cruda, è questa. Il Parlamento europeo ha votato in maniera favorevole al pacchetto di aiuti alla Tunisia includendo l’eliminazione temporanea (si parla di accordo fino l 2017) dei dazi di importazione su 35.000 tonnellate aggiuntive di olio d’oliva nell’Unione Europea. L’aula di Strasburgo ha approvato con 500 voti favorevoli – compresi diversi italiani fra i quali l’ex-ministro Cécile Kyenge, Mercedes Bresso, Sergio Cofferati, Gianni Pittella – 107 no e 42 astenuti il provvedimento che in Italia, fra i pochi paesi Ue produttori e esportatori di olio d’oliva, ha provocato polemiche e proteste. In pratica si è deciso di aumentare di 35mila tonnellate l’anno l’ingresso di olio dalla Tunisia a dazio zero. Qualche considerazione preliminare: l’Italia ha sempre importato olio perchè quello che produciamo non è abbastanza rispetto alla nostra domanda interna, e il primo paese da cui lo importiamo è proprio la Tunisia (che produce un olio eccellente, a far le pulci ci potrebbe essere una questione di lavoro sottopagato ma è un altro discorso). Come detto la misura riguardante l’olio si inserisce in un più ampio piano di aiuti per agevolare la ripresa delle operazioni democratiche in Tunisia, paese che meglio degli altri è riuscito a superare la transizione post-dittatura dopo le primavere arabe, ma adesso si trova in difficoltà per via del terrorismo.

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VOCI DI PROTESTA – Ma in Sicilia monta la preoccupazione. Per chiarire la vicenda e le posizioni basterà ciò che ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Antonello Cracolici, cher non nasconde il disappunto:

Quella dell’Ue è una decisione che appare ipocrita e che, al di là delle decisioni connesse alla politica internazionale, rischia di avere come effetto collaterale la commercializzazione ‘legale’ di prodotti che in buona parte già arrivano nei nostri mercati attraverso i canali illegali e della contraffazione, deprezzando il nostro olio”. “Mi auguro – aggiunge – che questa decisione, seppur da noi non condivisa, acceleri il riconoscimento dell’Igp olio Sicilia che costituisce un risarcimento seppur parziale alla nostra produzione e alla tutela della qualità dell’olio siciliano”.

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