Omg coltivati in Europa COMMENTA  

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Negli ultimi anni ci si chiede sempre più spesso da dove vengono i cibi che compriamo al supermercato e mangiamo sulle nostre tavole. Sempre più spesso, infatti, gli alimenti non di stagione sono presenti sugli scaffali, e verdura e frutta appaiono più grandi e colorati del normale, facendo scattare il dubbio sui famosi OGM. Questo acronimo significa: organismi geneticamente modificati, ed individua tutta quella categoria di cibi, animali e piante che vengono modificati con tecniche di ingegneria genetica per  essere migliorati e ottenere di conseguenza prodotti considerati migliori. In realtà queste tecniche potrebbero provocare danni all’organismo umano, motivo per cui l’Italia e altri paesi europei hanno adottato una normativa che prevede un utilizzo di queste tecniche molto controllato e nel rispetto della sicurezza ambientale, della salute umana e di quella animale. Il nosto paese ha introdotto anche una clausola di salvaguardia che ha bloccato le semine di questi tipi di sementi, insieme a le anche Francia, Germania, Lussemburgo, Ungheria, Grecia, Bulgaria, Polonia, Austria.


Attualmente in Europa, si è registrato un aumento dei terreni coltivati ad OGM, 10 milioni di ettari in più nel 2012 rispetto al 2011. Nel nostro continente sono cinque i paesi che producono organismi geneticamente modificati per un totale di circa 129 mila ettari: Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania. Gli unici ogm ad avere ottenuto l’approvazione per la coltivazione in Europa sono il mais transgenico  e la “patata amflora”, e solo per applicazioni industriali nel settore cartaceo. Altri sono invece approvati solo per l’importazione, sopratutto in campo di mangime per animali. Nonostante gli effetti positivi che gli agricoltori hanno riscontrato, sono ancora numerosi i dubbi.

 

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