Omicidio Garofalo, Corte d’Assise conferma 4 ergastoli

Cronaca

Omicidio Garofalo, Corte d’Assise conferma 4 ergastoli

Quattro ergastoli. E’ la pena inflitta a Carlo Cosco, al fratello Vito Cosco, a Rosario Curcio e a Massimo Sabatino per l’omicidio di Lea Garofalo, uccisa il 24 novembre 2009 dopo aver raccontato agli inquirenti calabresi fatti di una faida di ‘ndrangheta. Un altro imputato è stato assolto mentre Carmine Venturino, il pentito, è stato condannato a 25 anni di reclusione. E’ la sentenza della corte d’Assise d’Appello di Milano, che ha confermato 4 dei 6 ergastoli inflitti in primo grado. L’ex compagno della donna Carlo Cosco, era stato condannato in primo grado nel marzo 2012 all’ergastolo con un anno di isolamento diurno.

Pena confermata per lui, così come per il fratello, che dovrà scontare anche otto mesi di isolamento diutno, per Rosario Curcio e Massimo Sabatino. Per Sabatino il sostituto Pg Marcello Tatangelo aveva chiesto, sulla base delle dichiarazioni di Venturino, l’assoluzione. Assolto invece Giuseppe Cosco, scagionato dal pentito, “per non aver commesso il fatto”. Per quanto riguarda i risarcimenti per le parti civili: sono stati confermati i 200mila euro di provvisionale per la figlia di Lea Garofalo, Denise, 50mila euro alla madre e alla sorella della donna uccisa, e 25mila euro al Comune di Milano.

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