Omicidio Meredith, il fratello: ‘non sapremo mai se coinvolta altra persona’ COMMENTA  

Omicidio Meredith, il fratello: ‘non sapremo mai se coinvolta altra persona’ COMMENTA  

C’è sfiducia nella giustizia italiana da parte della famiglia di Meredith Kercher, dopo la pubblicazione della sentenza che di fatto ha assolto Amanda Knox e Raffaele Sollecito dall’accusa di avere ucciso la giovane studentessa americana. Amaro lo sfogo ai microfoni di Skynews, da parte del fratello della giovane vittima, Lyle Kercher, che ha appreso delle motivazioni della sentenza assolutoria: ‘Non sapremo mai se nell’omicidio di mia sorella sia stata coinvolta più di una persona’. Lo stesso Kercher ha dichiarato di attendere la traduzione della sentenza per capire effettivamente la fondatezza della stessa decisione del tribunale.

La Cassazione, nella motivazione della sentenza sull’omicidio Meredith, depositata alcuni giorni fa, che ha confermato l’assoluzione degli imputati ha ravvisato “un iter obiettivamente ondivago, le cui oscillazioni sono, però, la risultante anche di clamorose defaillance o ‘amnesie’ investigative e di colpevoli omissioni di attività di indagine”.

La Corte Suprema ha messo in evidenza le gravi e ‘colpevoli omissioni’ che hanno inciso sulla difficoltà a raggiungere la verità sul delitto.

Secondo la Cassazione, se quegli errori non fossero stati commessi, le indagini avrebbero ‘con ogni probabilità, consentito, sin da subito, di delineare un quadro, se non di certezza, quanto meno di tranquillante affidabilità, nella prospettiva vuoi della colpevolezza vuoi dell’estraneità’.

I Supremi giudici – nella sentenza 36080 di 52 pagine – hanno invece evidenziato come le indagini hanno messo in mostra il rinvenimento di  ‘numerose tracce riferibili al Guede’, il giovane ivoriano che venne condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio della Kercher ‘in concorso’, con il rito abbreviato.

Sulla traccia biologica presente sul gancetto del reggiseno, la Suprema Corte ha ritenuto quell’elemento ‘privo di valore indiziario’ poichè ha ritenuto impossibile effettuare i dovuti accertamenti che possano evidenziare con certezza la ‘riferibilità’ della traccia a Raffaele Sollecito.

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Intanto lo stesso imputato, in una dichiarazione rilasciata all’Ansa, ha continuato a negare ogni addebito: ‘Emerge chiaramente è definitivamente che sono stato vittima di un clamoroso errore giudiziario che rimarrà alla storia’.

 

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