Omicidio Yara: lettere anonime che scagionano Bossetti

Cronaca

Omicidio Yara: lettere anonime che scagionano Bossetti

Due lettere anonime scagionerebbero Massimo Bossetti dall’omicio di Yara Gambirasio. Il muratore che a luglio verrà processato come presunto assassino della tredicenne di Brembate di Sopra, uccisa il 26 novembre 2010, potrebbe essere innocente almeno secondo quanto contenuto nelle due missive inviate alla redazione del settimanale Oggi e consegnate alla procura di Bergamo. Nelle lettere vi è infatti scritto che il colpevole sarebbe un muratore polacco, alla presenza di Massimo Bossetti: scritte in un italiano caratterizzato da alcuni errori grammaticali, le lettere riportano anche la motivazione.

Si tratterebbe di un uomo che diventava violento quando beveva troppo e che sarebbe stato ucciso in un cantiere da alcuni complici, i quali lo avrebbero fatto cadere da un ponteggio simulando poi un infortunio sul lavoro ed ora starebbero costringendo al silenzio Massimo Bossetti il quale avrebbe assistito impotente all’omicidio e dopo essere stato male sarebbe fuggito in preda al terrore. L’anonimo scrive anche: “Certo che signor Bossetti non potrà mai dire tutta la verità visto cosa hanno fatto sorella, piena di botte poveretta.

Nessuna meraviglia qualcuno se la prenda con sorella di Massi. Lui non può, non deve proprio parlare ok? (in trappola)… Il Massi ricordo che è scappato dalla spavento… certo eravamo in diversi e voi non lo capite. La Yara l’abbiamo portata in campo e abbandonata come un sacco di patate. Si può dire? Vergogna, si … Abbiamo vomitato nel fare io sono pure svenuto se può interessare o forse no, si figuri il Massi…”.

Poi, si legge ancora: “La Yara era conosciuta brava ragazza davvero, anche sua sorella. Ciao ciao diceva. Punto e basta, poco di più… e poi quella brutta sera maledetta. Yara dunque in primo momento è stata in casa di una brava signora, eravamo in diversi e nessuno poteva pensare male. Un certo momento si è innervosita e voleva andare via tornare a casa l’aspettavano i genitori”. E continua: “Il polacco ubriaco ha cominciato a smaniare, a comportarsi male e molto. Non sapevamo che fare.

La bimba gridava pure noi poi il vuoto, il nero, un buio…”.

Spedite probabilmente da Padove, sembrerebbero provenire da Santa Giustina in Colle, comune nel quale vive solo una delle persone coinvolte nell’inchiesta ovvero Roberto Benozzo, datore di lavoro di Fikri, il piastrellista fermato sette giorni dopo la scomparsa di Yara mentre viaggiava a bordo di un traghetto diretto in Marocco. Ora la magistratura dovrà verificare se l’autore della lettera sia un mitomane

1 Trackback & Pingback

  1. Omicidio Yara: lettere anonime che scagionano Bossetti | Ultime Notizie Blog

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Loading...