Omofobia, aggredito Sebastiano Riso: il regista colpito e insultato davanti casa

Omofobia, aggredito Sebastiano Riso: il regista colpito e insultato davanti casa

Roma

Omofobia, aggredito Sebastiano Riso: il regista colpito e insultato davanti casa

Sebastiano Riso, regista di "Una Famglia" ha subito un'aggressione proprio ieri, 2 ottobre. Gli aggressori hanno urlato insulti omofobi al regista.

Intorno alle ore 17 di giorno 2 ottobre, il regista Sebastiano Riso è stato aggredito. Il tutto è avvenuto nell’atrio della sua abitazione a Roma. Il regista di “Una Famiglia” è stato subito portato all’ospedale Fatebenefratelli, sull’Isola tiberina. La diagnosi è una contusione della cassa toracica ed un trauma zigomatico con un edema alla cornea.

Insulti omofobi per Sebastiano Riso

L’aggressione, secondo quanto riportato dalle fonti, è avvenuta intorno alle 17 di giorno 2 Ottobre. I due aggressori, dopo aver malmenato il regista, hanno urlato una serie di insulti omofobi. Il risultato dell’aggressione è, secondo i medici del Fatebenefratelli, una contusione alla cassa toracica con un trauma zigomatico ed edema alla cornea. La prognosi per il regista è di 10 giorni. Gli insulti e l’aggressione a Sebastiano Riso, fanno riferimento al nuovo film del regista. “Una Famiglia” è uscito nelle sale italiane il 28 Settembre di quest’anno. Nella pellicola, il regista dichiaratamente omosessuale, affronta il tema controverso dell‘utero in affitto.

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“Una Famiglia”

E’ questo il titolo del nuovo film diretto dalla sapiente regia di Sebastiano Riso. La pellicola affronta apertamente la delicata e controversa tematica dell’utero in affitto. Uscito da poco nelle sale italiane, è già fra i concorrenti del Festival del cinema di Venezia. I protagonisti della storia raccontata sono due coniugi, interpretati da Micaela Ramazzotti e Patrick Bruel. I due portano avanti una vendita clandestina di bambini, partoriti dalla donna. Questa vendita, però, coinvolge sia coppie eterosessuali che omosessuali. Infatti, tra le varie coppie che si rivolgono ai due, nel tentativo di allargare la famiglia, troviamo Giorgio e Federico. I due sono infatti disposti a pagare ben 80mila euro purchè gli venga affidata la custodia del bambino. Maria, però, arrivata alla sua ultima gravidanza, si rifiuta di affidare loro il neonato. Sebastiano Riso affronta, dunque, a viso aperto due tematiche molto delicate ed ancora difficilmente accettate.

“Più buio di Mezzanotte”

La tematica dell’omosessualità ricorre anche nella pellicola d’esordio di Sebastiano Riso.

La sua prima storia è ambientata a Catania. “Più buio di Mezzanotte” -questo il titolo del film d’esordio di Riso- racconta, infatti, la storia di un quattordicenne in conflitto con sè stesso e con il suo corpo. Il ragazzo vorrebbe essere nato donna, e ciò lo porta a maturare un rapporto conflittuale con il padre. Sentendosi solo e per ribellarsi alla situazione, il ragazzo decide di rifugiarsi nel parco più grande della città. E’ proprio a Villa Bellini, infatti, che si trova la comunità degli emarginati. Ancora una volta Sebastiano Riso affronta tematiche difficili e delicate, presentando la sua pellicola al festival di Cannes del 2014. Nel cast scelto dal regista troviamo, anche per la sua prima avventura cinematografica, Micaela Ramazzotti, nel ruolo di Rita. Davide Capone veste invece i panni del protagonista del film, suo omonimo.

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