Migranti: 3800 morti nel 2016, anno con più vittime secondo l’Onu

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Migranti: 3800 morti nel 2016, anno con più vittime secondo l’Onu

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Le Nazioni Unite hanno posto in evidenza che il 2016 che si avvia a concludersi sarà l’anno con più vittime fra i migranti. 3800 fra morti e dispersi.

Il problema dell’emigrazione attanaglia ormai l’Europa da molto tempo ma, nonostante questo, non è ancora stato trovato un modo per risolverlo. L’emigrazione comporta infatti problemi di natura diversa. Possono riguardare i viaggi stessi che si risolvono spesso in vere e proprie catastrofi, o il soccorrere gli sfortunati partecipanti a quei viaggi, o la loro successiva collocazione nei vari paesi di approdo. Mentre i paesi europei non smettono di discutere su come affrontare l’emergenza migranti e con la soluzione al problema che sembra ancora lontana, le Nazioni Unite hanno diffuso i dati relativi alle vittime fra i profughi. Morti e dispersi fra le persone che tentano di raggiungere il Vecchio Continente sono circa 3800, secondo le stime dell’Onu.

Le stime dell’Agenzia Onu per i Rifugiati, raccolte le testimonianze dei migranti arrivati in Europa

A parlare è stato il portavoce dell’Unhcr, l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite, William Spindler.

Ha evidenziato come il 2016 sarà senza dubbio l’anno con più vittime fra i migranti. Senza sbilanciarsi in una previsione complessiva, Spindler si è limitato ad affermare che, al momento, le stime dicono che fra morti e dispersi si contano 3800 persone dall’inizio del 2016.

L’Unhcr mantiene sotto monitoraggio gli sbarchi. Raccoglie testimonianze fra i migranti che riescono a raggiungere, ad esempio, le coste italiane. “Abbiamo ricevuto resoconti in base ai quali numerose persone sono morte o risultano disperse” ha spiegato il portavoce William Spindler. La cifra, già enorme di per sé, non deve esser quindi considerata definitiva. Sarà solo un punto di partenza che deve esser aumentato di non poche cifre.

Un decesso ogni 88 persone che hanno tentato di attraversare il Mediterraneo quest’anno

Se le stime delle Nazioni Unite saranno confermate, il totale di 3771 vittime registrato lo scorso anno nell’area del Mediterraneo sarà superato.

Ma il problema non sembra essere soltanto il totale in sé. Le statistiche relative a incidenti e vittime in rapporto al numero di viaggi sono il secondo problema. In aggiunta, è stato infatti osservato come il totale delle persone che nel 2015 hanno attraversato il mar Mediterraneo per raggiungere l’Europa è stato di circa un milione. Quest’anno risulta, finora, di poco più di 300 mila. L’incidenza delle morti è quindi in aumento vertiginoso passando da una vittima su 269 nel 2015 a una su 88 nell’arco dell’anno in corso. Questi dati sono estremamente allarmanti. Mostrano inoltre come le condizioni di viaggio già pietose di coloro che cercano disperatamente di scappare dal loro paese natale, siano peggiorate ulteriormente nel corso di un anno.

Questi numeri stupiscono. Sembra piuttosto difficile crederli autentici, nonostante questo bisogna prendere atto dei dati forniti dalle Nazioni Uniti e cercare di risolvere questa situazione. Punto principale su cui focalizzare l’attenzione è l’importanza della vita umana e che ogni essere umano è allo stesso livello, qualunque sia la provenienza geografica o lo stato sociale.

Di fondamentale importanza sarebbe conoscere chi organizza questi viaggi della speranza per poterli finalmente bloccare. Non solo l’Europa, ma tutti i continenti devono collaborare. Questo sarà l’unico modo possibile risolvere questa situazione.

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