Malore in cantiere, muore operaio nello stabilimento Fincantieri

Genova

Malore in cantiere, muore operaio nello stabilimento Fincantieri

Fincantieri

Un saldatore di 39 anni di origine croata è morto a causa di un malore mentre stava lavorando nello stabilimento Fincantieri di Sestri Ponente. E’ successo nella giornata di ieri intorno alle 17. Darko Tumpac all’improvviso si è accasciato a terra ed è morto sul colpo.

Inutili i soccorsi del 118 arrivato in pochi minuti nella fabbrica. Sul posto sono successivamente giunti il medico legale e gli ispettori della Asl che hanno permesso di avviare le indagini per accertare le cause del decesso.

La vittima lavorava per una ditta in subappalto, era residente a Genova da anni ma dipendente di una ditta di Napoli che svolge lavori in appalto per la Fincantieri.

Per la Fincantieri di Genova purtroppo non è il primo caso isolato di operai che perdono la vita. Ad esempio, è morto nel maggio 2015 Luciano Stiffi 43enne di Genova, in un incidente accaduto mentre lavorava a un impianto di aria compressa su una nave della Marina militare presso lo stabilimento Fincantieri.

L’uomo aveva riportato lo sfondamento della scatola cranica e un trauma facciale; trasportato d’urgenza all’ospedale San Martino, è morto poco dopo per arresto cardiaco.

A tal proposito, sull’Indeed di Fincantieri si può evincere una testimonianza decisamente rilevante di un operaio metalmeccanico che scrive: “Fincantieri è il posto perfetto per chi non ha mire di carriera o per chi non si interessa della propria salute…
In svariati modi ho provato a farmi notare, dimostrare il mio attaccamento all’azienda e la mia volontà di progredire ma tutto è stato inutile, mi ritrovo dopo dodici anni a vivere con un terzo dello stipendio in meno e contro la mia volontà.
Quotidianamente vivevo in un ambiente insalubre sotto ogni aspetto, officine prive di adeguati sistemi di aspirazione dei fumi di saldatura, totale mancanza di pulizia dei servizi igienici nonché delle officine stesse e mensa scadente e docce fatiscenti.
La parte più difficile del mio lavoro risulta essere gestito da persone alcune volte incompetenti ma soprattutto il generale menefreghismo ad ogni livello”.

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