Opere orfane anche per l’Italia COMMENTA  

Opere orfane anche per l’Italia COMMENTA  

L’Italia ha recepito la direttiva europea 2012/28/UE che regola la materia delle cosiddette opere orfane.

Un’opera o un fonogramma, come specifica la normativa, si definiscono “orfane” se nessuno dei titolari dei diritti su di esse è stato individuato, oppure se uno o più di loro siano stati individuati ma “nessuno di loro è stato rintracciato, al termine di una ricerca diligente svolta”. Tale ricerca dovrà essere registrata, nel caso italiano, presso il Ministero dei Beni Culturali: quest’ultimo dovrebbe istituire un database ad hoc per cui non sono state ancora però stanziate le risorse.

Al termine di tutti i passaggi burocratici definiti nella direttiva e nel suo recepimento l’opera sarà ufficialmente definita “orfana”.

 

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Queste opere rappresentano un problema di gestione perché rischiano di non poter entrare nel patrimonio del pubblico dominio, la zona di libertà dal diritto d’autore in cui entrano tutte le opere dopo che sono passati (in Italia) 70 anni dalla morte dell’autore: se questi sono sconosciuti (o irrintracciabili) si rischia di vedere rimandata tale scadenza.

Per questo l’Europa ha deciso di intervenire sulla questione con una direttiva ad hoc, la già citata 2012/28/UE, che ha lo scopo di fornire alle istituzioni pubbliche i mezzi per sfruttarle e renderle una risorsa per la collettività e favorire la libera circolazione della conoscenza nel mercato unico europeo.

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