“Orestea”: a Eschilo sarebbe piaciuta! COMMENTA  

“Orestea”: a Eschilo sarebbe piaciuta! COMMENTA  

Nell’antichità le tragedie rientravano sempre in una trilogia che veniva rappresentata tutta nel corso di una giornata, ma l’unica che ci è pervenuta completa è l’Orestea, rappresentata di recente al Teatro Stabile di Genova.

Sul palco una meravigliosa Elisabetta Pozzi veste i panni dell’androgina Clitemnestra, donna che è stata capace di governare Tebe in attesa di vendetta per il sacrificio della figlia Ifigenia. È felice del ritorno del marito Agamennone, perché sarà lei stessa a punirlo. Tutto è già stabilito, come vede e descrive in modo eccezionale la profetessa Cassandra, interpretata da Gaia Aprea. Il secondo capitolo, però, si apre con i sensi di colpa e la paura di una possibile punizione: Oreste è lontano, ma potrebbe tornare a punire la madre e l’amante Egisto. Proprio mentre la sorella Elettra invoca il ritorno del fratello, portando doni presso la tomba del padre, avviene l’incontro tra i due. Gli avvenimenti si susseguono rapidi come rapida è l’esitazione di Oreste a uccidere colei che lo ha portato nel proprio grembo, ma lo ha anche abbandonato. Fin da subito, lo inseguono le Erinni, demoni figlie della notte che lo lacerano e tormentano, fino a che non viene assolto dal tribunale dell’Areopago.


1 / 6
1 / 6
  • Agamennone
  • Agamennone6
  • Agamennone4
  • Agamennone7
  • Agamennone2
  • Agamennone5

La regia di De Fusco ha saputo rendere quattro ore di spettacolo emozionati e coinvolgenti, fondendo tradizione e progresso. Dopo l’esperimento di “Antigone” e “Antonio e Cleopatra”, in cui pubblico e personaggi erano separati da una rete su cui venivano proiettate immagini e primi piani live degli attori, per le tre opere eschilee ha scelto una struttura diversa: un grande portone su cui vengono proiettati i video fa da sfondo, mentre il palcoscenico è diviso da una striscia che ora è il tappeto di porpora che accoglie Agamennone, ora il fiume dove le Coefore portano i loro doni, ora il sangue di Clitemnestra, ora l’interno del tempio di Delfi. Mentre le parole dei personaggi sono fedeli alle traduzioni, a ritmo di musica il coro danza seguendo le coreografie di Noa Wertheim, direttrice della Vertigo Dance Company.

Se tra le poltrone rosse ci fosse stato Eschilo probabilmente avrebbe sorriso contento!

Leggi anche

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*