Oristano: il padre venne condannato per abusi, ma i figli ora ritrattano: ‘Furono menzogne di nostra madre’

Cronaca

Oristano: il padre venne condannato per abusi, ma i figli ora ritrattano: ‘Furono menzogne di nostra madre’

** FILE ** A judge's robe lies in Milan's High Court in this undated file photo. A national magistrates' strike is taking place Tuesday, May 25, 2004, to protest against the governments' reforms of the judicial order. (AP Photo/Giuseppe Aresu)

Michele e Gabriele, figli di un 46enne sardo, hanno ritrattato, la confessione shock della madre che condannò il maritò al carcere per abusi su minori. ‘Quello che io e mio fratello avevamo detto su mio padre erano invenzioni dettate da mia madre che lo voleva allontanare’. L’uomo venne condannato in via definitiva a nove anni e due mesi di carcere proprio in virtù di quella denuncia. La vicenda si consumò tra Sardegna, terra d’origine della famiglia, e Brescia, dove la famiglia si era trasferita per motivi di lavoro. e dove vennero denunciati i ‘falsi’ abusi.

Allora nella sentenza emessa dai giudici del tribunale di Oristano, si evidenziò che la denuncia ‘scaturì nell’ambito di una separazione coniugale ed in particolare segnati da un’accesa conflittualità tra genitori ed un’aspra battaglia per l’affidamento dei figli’ e che portarono alla condanna dell’uomo, oggi 46enne, ancora rinchiuso nel carcere di Oristano. All’epoca della denuncia i figli avevano 9 e 12 anni.

Nello svolgimento del processo i periti dei tribunali di Brescia e Oristano ebbero modo di rilevare che ‘le indagini mediche non potevano dare certezza sull’abuso’ .

Gli imputati, nel processo originario, erano sette; il padre dei due giovani e sei parenti paterni che vennero assolti per non avere commesso il fatto.

Gabriele, il figlio più grande, ebbe modo di scrivere in un memorial contenuto in un diario che ‘nessuno ci ha mai chiesto di raccontare la nostra verità. Per togliere di mezzo papà, mia madre ha cominciato ad imbottirci di menzogne, cose che non erano reali, cose che mio padre non ha mai fatto e non farebbe mai’. Lo stesso memorial venne ignorato dagli educatori della comunità, che non informarono dell’esistenza della prova che avrebbe scagionato il padre.

L’avvocato, Massimiliano Battagliola, ha chiesto la revisione del processo: ‘La clamorosa ritrattazione a distanza di anni equivale ad una nuova prova e anche il memoriale che abbiamo ritrovato è un elemento assolutamente nuovo’.

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