Ormai azzerata la capacità di risparmio degli italiani

Economia

Ormai azzerata la capacità di risparmio degli italiani

Rosario Trefiletti
Rosario Trefiletti

Ormai lo sanno tutti: la propensione al risparmio delle famiglie italiane sta letteralmente crollando. Il combinato disposto tra carovita e salassi predisposti dai provvedimenti governativi tesi a risanare i conti pubblici, hanno toccato sempre gli stessi soggetti, i quali sono ormai esausti. Tanto che nel 2011 la propensione al risparmio delle famiglie si è attestata al 12%, il valore più basso dal 1995, con una ulteriore diminuzione di 0,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il dato è stato reso noto dall’Istat che ha diffuso l’indagine su “reddito e risparmio delle famiglie e profitti delle società”.
Tenendo conto dell’inflazione, il potere di acquisto delle famiglie nel 2011 è diminuito dello 0,5%. Con ovvie conseguenze sui consumi, che continuano la loro corsa a picco, segnalato puntualmente da Confcommercio, secondo cui, anche a febbraio continua la fase recessiva dei consumi calati dello 0,9% in termini tendenziali e dell’1% rispetto a gennaio.

Sul tema intervengono anche le associazioni dei consumatori, tramite Rosario Trefiletti di Federconsumatori ed Elio Lannutti di Adusbef, i quali hanno gioco facile nel rilevare come le famiglie “difficilmente riescono ad arrivare a fine mese, figuriamoci se riescono a mettere da parte qualche risparmio”. Le due associazioni, concordano sulla urgenza di misure atte a risollevare il potere di acquisto delle famiglie e per rilanciare gli investimenti per lo sviluppo tecnologico e la ricerca. Inoltre, chiedono un tassativo ripensamento sull’aumento dell’Iva a settembre. Anche il Codacons interviene facendo rilevare che nel 2011 il potere d’acquisto delle famiglie italiane è calato dello 0,5% dato che i loro redditi sono cresciuti meno dell’inflazione. Tradotto in soldoni, “è come se una famiglia di 3 persone avesse avuto una perdita equivalente a 172 euro (186 euro per una famiglia di 4 persone)”. “E’ dal 2002 che le famiglie perdono potere d’acquisto senza che nessun Governo sia mai intervenuto per salvaguardare la loro capacità di spesa.

E oggi se ne pagano le conseguenze, con il crollo dei consumi e del Pil”. Come dare torto a questi rilievi? Lo stesso Monti aveva promesso una fase due della sua azione di governo, tesa ad attuare misure per lo sviluppo, ma i cittadini ancora stanno aspettando. Con una mano davanti e una di dietro.

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