Ortaggi Made in Tuscany: Sfera riporta gli antichi sapori sulle nostre tavole

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Ortaggi Made in Tuscany: Sfera riporta gli antichi sapori sulle nostre tavole

sfera

 

Chiudete gli occhi e provate ad immaginare il profumo delle erbe aromatiche, la fragranza dell’insalata Baby, quel sapore inconfondibile dei pomodori Pisanello maturi.

 

Sensazioni che rischiano di rimanere solo un ricordo per le prossime generazioni, ricordo che potrebbe essere trasmesso magari sui libri di tradizioni locali. Un rischio che una nuova  realtà agroalimentare d’avanguardia sta combattendo attraverso una produzione d’eccellenza priva di manipolazione genetica: Sfera.

Sfera è il progetto dell’imprenditore Luigi Galimberti a gestione ecosostenibile, un progetto che utilizza un decimo dei consumi di acqua ed energia rispetto alle coltivazioni tradizionali e  che garantisce la massima resa produttiva.  Una tecnologia del futuro quella applicata da Sfera, tecnologia che consente la coltivazione di piante e ortaggi lontani dal loro contesto territoriale e climatico recuperando così le specie che sono a rischio estinzione.

La startup Sfera è stata presentata nel 2016 e si è sviluppata  anche grazie ad alcune partnership strategiche che coinvolgono la filiera del suo stesso territorio (Firenze): i ristoranti Via Vai,  Il Panino Tondo e Piazza del Vino, per esempio, sono partnership selezionate che hanno dimostrato nel tempo una forte dedizione alla ricerca qualitativa delle materie prime.

Le partnership di Sfera vengono interpellate per contribuire alla scelta varietale, come racconta Samuele, il titolare del ristorante  Il Panino Tondo: “Ho abbracciato il progetto  Sfera con fervore e mi sento privilegiato all’idea di poter contribuire alla selezione delle specie varietale. Credo sia inestimabile recuperare quei sapori e quei profumi di un tempo. Come l’insalata Baby , un insalata che è perfetta per i nostri panini poiché ne amplificherà il gusto al fine di ottenere un’esperienza gastronomica superiore. Lo stesso vale per i pomodori Sfera, pomodori genuini, profumati, croccanti e davvero eccezionali che è impossibile non voler utilizzare”.

Sfera è quindi sinonimo di sicurezza alimentare perchè i suoi prodotti sono privi di batteri nocivi, di agenti  inquinanti e di  residui chimici, prodotti maturati sulla pianta e non nei  frigo-container, prodotti senza metalli pesanti, talmente puri da poter essere certificati nichel free.

Per garantire al consumatore la qualità dei suoi prodotti, Sfera pubblica periodicamente le analisi di laboratorio che effettua regolarmente nel tempo, pubblicazione che permette monitoraggio del raccolto, che è una forma di garanzia oltre di qualità anche per il mantenimento del benessere dell’individuo e del pianeta.  Il titolare del ristorante di Piazza del Vino, Simone racconta: “ Il progetto Sfera mi ha entusiasmato da subito. La selezione delle erbe aromatiche di Sfera mi ha colpito in modo particolare: infatti per noi avere le erbe aromatiche fresche tutti i giorni è davvero importantissimo, così come il poter utilizzare i pomodori Pisanello per i nostri piatti e poter servire portate con i profumi e con i sapori antichi spesso oggigiorno perduti. “

Un esperienza analoga per il ristorante Via Vai per cui “ la possibilità di mettere in tavola prodotti genuini, la riscoperta dei sapori di una volta e la garanzia della qualità e della tracciabilità sono diventate priorità irrinunciabili e grazie a Sfera concretizzate”.

1 Commento su Ortaggi Made in Tuscany: Sfera riporta gli antichi sapori sulle nostre tavole

  1. L’articolo presenta davvero troppe inesattezze e costituisce in parte disinformazione. Considero solo alcuni punti a titolo esemplificativo:
    -“produzione d’eccellenza priva di manipolazione genetica”: cosa si intende per manipolazione genetica? Se si intendono gli OGM, forse l’autrice non sa che sono comunque banditi dal territorio italiano per legge. Se si intendono le nuove varietà, forse non è al corrente che la selezione ed il miglioramento genetico vengono effettuati dall’uomo da tempi antichissimi al fine di ottenere raccolti con rese maggiori, caratteristiche qualitative migliori, resistenza alle avversità, etc
    -“recuperando specie a rischio estinzione”: non esistono specie a rischio estinzione tra le colture trattate in questo articolo, semmai varietà all’interno delle specie. Anche in questo caso occorrerebbe investigare quale sia effettivamente il valore intrinseco delle vecchie varietà (vecchio non è il sinonimo di migliore, spesso si sono “estinte” per scarsa adattabilità alla condizione colturale, economica, etc) e se effettivamente siano tali (le varietà cosiddette tradizionali molto spesso sono in realtà varietà già migliorate in tempi recenti dalle case sementiere). Giusto per fare un altro esempio, se circa 500 anni fa si fosse guardato solo alla tradizione, il pomodoro e la patata non sarebbero mai entrate in Italia dall’America. E oggi si sarebbe continuato a coltivare grano con rese cinque volte inferiori rispetto alle moderne varietà.
    -“selezione delle specie varietale”: l’espressione non ha significato.
    -“insalata Baby”: se si intendono le cosiddette baby leaf, cioè ortaggi a foglia racccolti nello stadio di giovane pianta, non sono un’innovazione rispetto a quanto si trova comunemente nella Gdo, Gds, etc
    -per “genuinità” di un alimento si intende che esso sia fresco e in buono stato di conservazione. Altri metodi di coltivazione possono senz’altro fornire le stesse garanzie, così come la bassa presenza di microrganismi (nella maggior parte dei casi e nelle comuni coltivazioni questo non costituisce un problema)

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Chiara Cichero 1241 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.