Orzaiolo: quanto dura e come curarlo

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Orzaiolo: quanto dura e come curarlo

Orzaiolo: quanto dura e come curarlo
Orzaiolo: quanto dura e come curarlo

Orzaiolo: infiammazione batterica della palpebra. Colpisce bimbi e adulti ed è contagioso. Prevenzione, la cura migliore. Igiene di occhio e mani

Orzaiolo: a differenza del calazio, non è cronico e si manifesta sporadicamente, anche se in modo acuto. Si presenta con il rigonfiamento della palpebra(inferiore, superiore, o interna) e si può accompagnare a una sensazione di indolenzimento, arrossamento e/o prurito. Altri sintomi associabili all’infiammazione sono: una maggiore lagrimazione e una sensibilità accentuata alla luce. La conformazione dell’orzaiolo è in genere assimilabile a quella di un brufolo: è essenziale non andare a toccare, strofinare, tantomeno strizzare. Pena, la propagazione dei batteri e dell’infezione. In presenza di questa malattia, evitare l’uso di trucco e lenti a contatto.

Orzaiolo: causa principale, quanto dura

A parte il contagio, l’orzaiolo è causato principalmente da mancanza di igiene. Alla cui base possono concorrere sia le mani non pulite che l’uso non appropriato del trucco, ma ve ne sono altri. Mancanza di igiene che provoca l’infezione della palpebra. Nello specifico: i batteri causano l’ostruzione del canale da cui esce il sebo, situato all’altezza delle ciglia. Per quello che riguarda la durata, non si può parlare di un limite valido per tutti. Si può dire, però, che generalmente l’orzaiolo va via dopo 7/10 giorni. Ma, se trascurato, o curato male, può protrarsi anche per settimane o mesi. E’ bene rivolgersi al medico molto prima: già dopo una settimana, se permangono il rigonfiamento e l’arrossamento.

Orzaiolo: metodi di cura e prevenzione dell’infezione

Se l’orzaiolo è provocato da un’infiammazione esterna, generalmente guarisce da sé dopo una settimana/dieci giorni. Per alleviare il dolore, si può intervenire facendo impacchi caldi a base di camomilla(4 volte/giorno). Se invece si tratta di un orzaiolo interno alla palpebra, la cura è più problematica perché è più difficile da raggiungere. In questo caso, è d’obbligo consultare il medico per la cura dell’infezione: a lui la scelta tra unguenti antibiotici , pillole o colliri. La cura migliore, prima di contrarre la malattia, resta comunque la prevenzione. Che consiste in regole di igiene di base. Come la noncondivisione degli stessi asciugamani. Ma anche di occhiali, lenti, collirio, trucco e persino sciarpe e foulard. Un’altra regola per la donna è quella di struccarsi bene prima di andare a dormire. Un accumulo di trucco sulle ghiandole della palpebra può causare l’infiammazione. Per chi faccia uso di lenti, infine, il consiglio è quello di rispettare le regole minime di igiene(pulizia delle mani) e di cambiare le lenti rispettando i tempi previsti dall’oculista.

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