Osteoporosi ed altri disturbi ossei COMMENTA  

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la densità ossea può essere definita come la quantità di materiale osseo per unità di spazio o massa per volume, quindi la densità minerale ossea si riferisce alla quantità di minerali presenti in una determinata area di ossa, che presenta il quadro generale di salute delle ossa stesse. La densità minerale ossea diminuisce con l’avanzare dell’età, in particolare per le donne, che possono soffrire di  problemi di salute più tardi nella vita. Il problema principale è l’osteoporosi, ossia l’assottigliamento della densità ossea, causa di perdita di calcio, problemi articolari e motori, altro rischio di fratture e dolore.


DI COSA SONO COMPOSTE LE OSSA?

I composti di calcio sono i minerali più diffusi nelle ossa, seguiti dal fosforo. Anche magnesio e sodio sono presenti. Insieme con le cellule viventi, i minerali si depositano nelle ossa per dare loro durezza e resistenza. E’ quindi necessaria una corretta alimentazione, in particolare ricca di calcio e vitamina D, per mantenere la salute delle ossa. Il rachitismo, per esempio, è un disturbo che causa l’ammorbidimento delle ossa nei bambini quando le ossa si stanno formando perché non assumono abbastanza vitamina D.


PROBLEMI E DISFUNZIONI

In ognuno di noi, durante il ciclo di vita, le cellule ossee subiscono un ricambio continuo, esfoliando strati di ossa, che vengono dissolte ed assorbite nel flusso sanguigno, mentre un nuovo strato si sviluppa. Dopo i 30 anni, le ossa iniziano ad assottigliarsi, una condizione chiamata osteopenia, causata dal deterioramento dello strato osseo esistente, che avviene più velocemente della rigenerazione di nuovo tessuto. Questo fa sì che le ossa perdano minerali preziosi indebolendosi. Quando i minerali perduti sono un quantitativo significativo, l’osteopenia progredisce in osteoporosi, malattia che causa un indebolimento osseo tale da aumentare significativamente le probabilità di frattura. Sia donne che uomini rischiano l’osteopenia se non riescono a mantenere una densità minerale ossea ottimale dopo i 30 anni, ma le donne, a causa della menopausa ed altri problemi, sviluppano l’osteoporosi con maggiori probabilità rispetto agli uomini.


DIFFERENZE DI GENERE

La perdita ossea è più comune nelle donne rispetto agli uomini. Le donne sono invitate dalla Associazione Ginecologi Italiani (AGOI) e dalla Fondazione Nazionale Osteoporosi (NOF) a sottoporsi ad un esame della densità ossea dell’anca e della colonna vertebrale dopo i 65 anni. E’importante contrllarsi ciclicamente soprattutto dopo la menopausa, in particolare le donne con fattori di rischio particolari, come una storia familiare di osteoporosi e in fatto di essere fumatrici. Gran parte della perdita di massa ossea in una donna si verifica nei primi 5-7 anni dopo la menopausa, come rilevato dal medico Judith Reichman, un collaboratore medico per il Today Show della NBC. Ciò è particolarmente vero per le donne che non seguono una terapia estrogenica. Inoltre, le donne giovani con una carenza di estrogeni sono a maggior rischio di sviluppare problemi correlati alla densità minerale ossea inferiore. Le donne  incinte o che allattano, inoltre, possono perdere parte della loro densità minerale ossea, anche se possono facilmente recuperarla con una corretta alimentazione ricca in calcio, vitamine e minerali.

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IL TEST DELLA DENSITA’ OSSEA

Il test per verificare lo stato della densità minerale ossea, è l’unico modo per determinare eventuali problemi di questo tipo. Esso mette a confronto i risultati di persone con densità ossea ottimale, con quelli di chi si sottopone al test, al fine di verificarne la massa. I test sono sicuri ed indolore, senza aghi o altri strumenti invasivi. In genere l’esame viene effettuato mediante un macchinario a doppia assorbimetria ai raggi X (DXA), o anche con la tomografia assiale computerizzata (TAC) o gli ultrasuoni.

PREVENZIONE

Nonostante spesso lo sviluppo della malattia avvenga per problemi correlati alla menopausa o per cause di predisposizione genetica, la densità ossea e la forza delle ossa si possono mantenere stabili assumendo regolarmente calcio e vitamina D, camminando molto e facendo allenamento con i pesi. Il medico può anche prescrivere dei farmaci appositi per i soggetti a rischio o che hanno già sviluppato la malattia.

 

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