Pac post 2013: l’Italia non è più isolata

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Pac post 2013: l’Italia non è più isolata

Asse Italia-Francia-Spagna per mantenere il budget: in un momento in cui i negoziati europei sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) per il periodo 2014-2020 e sulla definizione della PAC stanno entrando in una fase decisiva, i Ministri dell’agricoltura di Italia, Francia e Spagna si sono incontrati a Roma nei giorni scorsi per raggiungere un accordo comune. I tre Ministri hanno sottolineato l’importanza della PAC per la crescita, l’occupazione, l’ambiente e l’innovazione nelle zone rurali europee, e per la partecipazione dell’Europa negli equilibri alimentari mondiali. Il budget deve essere dunque mantenuto al livello della proposta della Commissione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020. In merito alla convergenza degli aiuti tra Stati membri, i Ministri hanno evidenziato l’interesse a prendere in considerazione alcune circostanze e parametri specifici quali il valore della produzione o il valore aggiunto. Non è, invece, opportuna la convergenza obbligatoria all’interno di ogni Stato verso un importo unico di aiuto durante il prossimo periodo, ma che sia necessaria una certa flessibilità.

Pur sostenendo le proposte della Commissione in materia di greening, i Ministri ritengono che queste non devono gravare sulla produzione agricola e deve essere presa in considerazione la specificità delle colture permanenti. Oltre a ciò, è stata rimarcata la necessità di mantenere un quadro di aiuti accoppiati alla produzione nel primo pilastro della PAC (pagamenti diretti).
E’ stata messa in risalto la particolare importanza della secondo pilastro della Politica agricola (sviluppo rurale), necessario per garantire la sostenibilità a lungo termine delle aree rurali. Per quanto riguarda gli investimenti destinati al miglioramento degli impianti di irrigazione, i Ministri dichiarano di sostenere il finanziamento di opere che permettano di migliorare l’efficienza energetica, l’efficienza idrica, la capacità di regolazione (in particolare attraverso riserve artificiali di acqua) e l’utilizzo di acqua riciclata. Nel documento comune si chiede poi l’adozione di disposizioni che consentano una maggiore reattività in caso di crisi dei mercati, attraverso strumenti efficaci e si sottolinea l’importanza di una riserva di crisi per il settore agricolo, proposta dalla Commissione, nonché la necessità di un rafforzamento del potere economico dei produttori nella catena di produzione.

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