Pac post 2013: la nuova Pac slitterà di almeno un anno

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Pac post 2013: la nuova Pac slitterà di almeno un anno

La Pac post 2013 arriverà nel 2015: manca ancora l’ufficialità, ma il rinvio si fa sempre più probabile ed è già pronto un intervento straordinario per colmare lacune normative. Sul fatto che la nuova PAC slitterà di almeno un anno, ci sono ormai pochi dubbi: il portavoce del Commissario Ciolos ha annunciato che la riforma slitterà al 2015. Si prevede che il 2014 sarà un anno di transizione per quanto riguarda i Pagamenti diretti. Le misure transitorie serviranno a dare certezza anche sulle regole e su norme applicative future. Le difficoltà a raggiungere un accordo sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP 2014-2020) e altri intoppi hanno di fatto reso impossibile una partenza nel 2014 del periodo di programmazione. I pagamenti diretti continueranno comunque ad arrivare alle aziende secondo il vecchio sistema. A cambiare saranno gli importi, poiché tutto dovrà essere adeguato al nuovo budget comunitario (il QFP 2014-2020 per l’appunto), sul quale si cercherà di raggiungere un accordo in sede di Consiglio Europeo i prossimi 7 e 8 febbraio, riprendendo la negoziazione sospesa a fine novembre.

Per inciso, sarà importante che l’intesa si trovi, altrimenti si rischia di rimandare tutto a marzo o più in là, con il fondato pericolo che la definizione della nuova PAC possa slittare addirittura di un altro anno. Ma sarà anche importante avere una dotazione di bilancio per la PAC adeguata alle esigenze delle nostre imprese. L’ultima proposta, al contrario, prevedeva pesantissimi tagli alle risorse destinate al nostro Paese, che il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, ha denunciato come inaccettabili perché compromettono uno dei pochi settori che possono rilanciare l’economia italiana ed europea. L’altro grande nodo da sciogliere è quello dello Sviluppo Rurale. Se la PAC slitta, la stessa sorte tocca ovviamente ai PSR, con il rischio di una paralisi degli investimenti. Su questo fronte, la Commissione UE è al lavoro per trovare una soluzione capace di assicurare la possibilità di presentare le domande, ideando una sorta di “ponte” verso la prossima programmazione i prossimi Piani di sviluppo.

Ma occorrerà lavorare anche per “salvare” i programmi annuali (es. gestione del rischio, assicurazioni).

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