Pac post 2013: proseguono i lavori del Consiglio Europeo dei Ministri dell’Agricoltura

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Pac post 2013: proseguono i lavori del Consiglio Europeo dei Ministri dell’Agricoltura

PAC: Proseguono i lavori del Consiglio Europeo dei Ministri dell’agricoltura. Secondo il Ministro Catania – informa il Servizio Economico di Coldiretti – i risultati raggiunti in merito al negoziato sulla riforma della PAC, permettono di guardare con fiducia al lavoro che ci sarà da fare nei prossimi mesi. In gioco ci sono ancora questioni particolarmente sensibili che interessano diversi Stati membri. “Relativamente al primo pilastro (pagamenti diretti), ha indicato Catania, il problema è relativo soprattutto al tema della convergenza interna (nella bozza attuale del regolamento il livellamento pagamenti diretti all’interno dello stato membro è previsto entro il 2019) dobbiamo tenere conto della situazione di quei paesi che oggi hanno un livello differenziato di aiuti. Bisogna andare nella direzione di un avvicinamento di questo livello, ma senza creare traumi al tessuto produttivo. Occorre pertanto un processo graduale che possa essere gestito senza strappi e senza traumi”. Un’altra questione molto delicata riguarda il greening: su questo aspetto il Ministro ha ribadito che si sta lavorando bene e di essere molto soddisfatto di quanto fatto dalla presidenza (esenzione per le aziende al di sotto dei 15 ettari) ma anche dalla disponibilità mostrata dalla Commissione.

Secondo il Ministro il greening è una misura delicata, ed è opportuno che gli agricoltori abbiano un regime che non gravi sulle imprese e che l’applicazione di questa misura sia in armonia con la situazione delle nostre aziende agricole. Bisogna lavorare sulla definizione di agricoltore attivo: il Ministro è d’accordo con la Commissione e con la Corte dei Conti sul fatto che bisogna arrivare a un regime obbligatorio che definisca quali sono gli agricoltori attivi e che limiti solo a loro l’erogazione del sostegno, stando però attenti ad impostare una norma che non crei problemi applicativi negli Stati membri. Dovrà contenere il principio di obbligatorietà, ma potrà lasciare agli Stati membri la possibilità, al proprio interno, di definire l’agricoltore attivo. “Relativamente alla questione dell’OCM unica, ha proseguito Catania, in questi mesi non si è discusso abbastanza sul tema dell’indicazione obbligatoria dell’origine dei prodotti agricoli durante la fase di commercializzazione.

E’ necessario che la riforma della PAC confermi in modo chiaro questo obbligo”.
Concludono Roberto Moncalvo e Bruno Rivarossa, presidente e direttore di Coldiretti Piemonte: “Stiamo seguendo l’intenso dibattito sulla intera proposta di riforma della PAC. Tra le altre cose, evidenziamo la ferma posizione di Coldiretti nel difendere gli interventi previsti dalla nuova normativa, unicamente indirizzati agli agricoltori professionali. Siamo da sempre contrari al mantenimento di rendite di posizione in capo a realtà che nulla hanno a che spartire con la realtà produttiva agricola. Questo aspetto consente anche di riorientare le risorse fino ad oggi destinate ad imprese agricole che di impresa hanno solo il nome, a imprenditori professionalmente impegnati e che vivono di agricoltura”.

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