Padova-Torino: Cestaro e la ricerca del cattivo gusto - Notizie.it

Padova-Torino: Cestaro e la ricerca del cattivo gusto

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Padova-Torino: Cestaro e la ricerca del cattivo gusto

Sono trascorsi ormai quasi quattro giorni dalla decisione del Giudice Sportivo di assegnare la vittoria a tavolino al Torino per la “partita del black-out” contro il Padova. Ma il fuoco delle polemiche è ancora di là da spegnersi: inevitabile che sia così, vista l’intempestività del provvedimento e la delicatezza della fase attraversata dal campionato, senza pensare che la vicenda non è affatto chiusa in vista del nuovo ricorso promesso dalla società veneta, ma di sicuro qualcosa sta sfuggendo di mano alla presidenza biancoscudata. Da venerdì pomeriggio infatti Marcello Cestaro è un fiume in piena, nel rispetto del carattere spontaneo che lo contraddistingue: peccato però che molte delle sue uscite abbiano sconfinato nel cattivo gusto. L’intemerata iniziale in cui Cestaro aveva definito il giudice Gianfranco Valente “amico personale di Cairo” e “tifoso del Torino”, mettendo in discussione in maniera chiara la terzietà che spetterebbe per principio ad un Giudice Sportivo, era stata poi in parte corretta come un “frutto di uno sfogo del momento”.

Ma perseverare sta diventando sempre più diabolico.

La società veneta infatti si sta muovendo su due binari: da una parte, con l’ausilio dell’avvocato Grassani, si sta stendendo il nuovo ricorso per ribaltare la sentenza, dall’altra si registrano mosse al limite del macchiettistico. Quali? La ricerca spasmodica in non meglio precisati archivi di foto ritraenti Valente con una sciarpa granata addosso. Finito? Niente affatto, il meglio deve ancora venire: secondo quanto riferito a Il Mattino, infatti, Cestaro si sarebbe infatti anche attivato presso gli archivi torinesi, anzi alessandrini, per dimostrare che Valente e Cairo sarebbero addirittura parenti. “Stiamo verificando – ha detto Cestaro. Ma ci risulterebbe che Valente sia imparentato con Cairo avendo sposato una sua lontana cugina: anche per questo avrebbe dovuto avere il buonsenso di astenersi da qualsiasi decisione in merito. Una sentenza simile non esiste proprio, continuo a ripeterlo a me stesso”.

Perdonateci il luogo comune ma certe cose fanno davvero male al calcio. Cioè che per coprire l’amarezza, peraltro legittima, per una sentenza ineccepibile nel merito ma che ha avuto l’unico torto di arrivare con qualche settimana di ritardo, si scenda a livelli così bassi, mettendo in discussione la professionalità comprovata di un uomo di legge.

Perché se sulla storia della parentela è meglio sorvolare, in fondo cosa c’è di male se anche Valente ha già dichiarato di essere un tifoso del Toro? Non è certo pensabile che i giudici sportivi vengano scelti in base alla loro fede calcistica, nè che si facciano condizionare da essa. Se Valente fosse il giudice della Serie A ed i granata venissero promossi cosa bisognerebbe fare, sostituirlo per la prossima stagione? Non sarebbe meglio credere che una persona, con peraltro alle spalle un lunghissimo curriculum, sia in grado di decidere al di sopra delle proprie passioni? Se non la si pensa così tanto varrebbe lasciare un mondo del calcio che vive già di mille sospetti. E non sobillare inutilmente una piazza ed una tifoseria.

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