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Paga in base colore pelle: 2 arresti
Cronaca

Paga in base colore pelle: 2 arresti

Paga

Secondo quanto è emerso dalle indagini, i "bianchi" prendevano 10 euro in più degli altri, 35 euro contro 25 al giorno.

Paga in base al colore della pelle: l’ennesimo caso di razzismo accaduto nuovamente in Italia. Ebbene sì, due fratelli sono stati arrestati e posti ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Paola (Cosenza) nell’ambito di un’operazione contro il caporalato. I due sono accusati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravati dalla discriminazione razziale. Secondo quanto è stato accertato dalle indagini, i 2 facevano lavorare in nero nella loro azienda agricola migranti africani oltre a romeni e indiani e la paga variava in base al colore della pelle.

Paga in base colore pelle, il caso di Cosenza

Secondo i risultati ottenuti dalle indagini condotte dai carabinieri della Stazione di Amantea, è emerso che i rifugiati, venivano solitamente prelevati in una parallela del centro di accoglienza “Ninfa Marina” e portati a lavorare nell’azienda agricola dei due fratelli arrestati.

Sempre dalle indagini è emerso che i rifugiati africani si trovavano a lavorare nei campi assieme ad altri lavoratori in nero provenienti principalmente dalla Romania e dall’India e che la paga variava in base al colore della pelle.

Infatti, i “bianchi”, prendevano 10 euro in più degli altri, 35 euro contro 25 al giorno.

I provvedimenti restrittivi nei confronti dei due fratelli sono stati disposti dal gip del Tribunale di Paola Maria Grazia Elia su richiesta della Procura della Repubblica nell’ambito di un’inchiesta sullo sfruttamento dei rifugiati ospitati nei centri di accoglienza. Ai due fratelli, di 48 e 41 anni, è stata inoltre sequestrata l’azienda ed altri beni per un valore di due milioni di euro.

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