Paghi di più, butti di meno COMMENTA  

Paghi di più, butti di meno COMMENTA  

Alcune stime dicono che il 35% di quello che compriamo viene buttato. Scatolette lì sullo scaffale da un’eternità che, incredibile, scadono; formaggi e latticini che si deteriorano dopo poco, solo perché li abbiamo messi in una posizione arretrata nel frigo; questi sono solo alcuni esempi.


Eataly, l’azienda piemontese di cibi d’alta qualità, conosciuta in Giappone e USA, ha lanciato un’idea. Comprare da loro, quindi a prezzi non bassissimi, tanto quanto basta per pochi pasti, spendendo comunque di meno (e su questo si potrebbe trovare qualcosa da ridire; o da ridere). Inoltre, aggiungiamo noi, buttare qualcosa di costoso urtica molto più la nostra sensibilità.


La provocazione tra le righe è quindi: paga di più, compra e butta di meno.

Non si può essere completamente d’accordo. Una signora ha postato un commento dicendo: “dobbiamo già stare attenti a spendere al supermercato”.

Tuttavia una cosa è certa: le stime sull’immondizia, se veritiere, sono una vergogna per noi e un insulto per chi è meno fortunato. Non si può chiedere oggi di spendere di più, ma è d’obbligo un minimo di buon senso anche quando si è al mercato/supermercato/Eataly (il quale a prezzi che sono indubbiamente proporzionati con la qualità). Buttare di meno abbassa (in teoria) il peso della tassazione, vedi la virtuosa cittadina di Ponte delle Alpi. Se l’idea dei circa 800 milioni di abitanti del pianeta che soffrono di fame non tocca la nostra            (in)sensibilità, almeno pensiamo a come far abbassare le tasse. Compriamo meno, buttiamo meno, paghiamo meno. L’economia è una ruota. Non gira se la facciamo andare avanti a calci,e dopo poco si rompe. Spingerla, anche veloce, ma con giudizio, funziona molto meglio.


 

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